28 gennaio 2010 / 10:57 / 8 anni fa

PUNTO 1-Italia, fiducia imprese gennaio sale a 83,2, max 19 mesi

(aggiunge ulteriori dettagli e commenti analisti)

MILANO, 28 gennaio (Reuters) - La fiducia delle imprese manifatturiere misurata dall‘indice Isae è salita ancora a gennaio, tornando sui valori medi del 2008 e segnando il massimo dal giugno 2008. Lo dice l‘istituto in una nota, spiegando che l‘indice destagionalizzato è salito a 83,2 da 82,4 di dicembre, sostanzialmente in linea con le attese.

“E’ un dato relativamente incoraggiante, perchè conferma l‘idea che l‘uscita dalla recessione è destinata a continuare”, spiega Paolo Pizzoli, analista di Ing.

MIGLIORANO GLI ORDINI INTERNI, MA DOMANDA RESTA DEBOLE

Il miglioramento dell‘indice è stato trascinato soprattutto dal miglioramento degli ordini interni e dalla riduzione delle giacenze dei prodotti finiti.

“Sono segnali positivi perchè i dati Istat sugli ordini effettivi avevano finora indicato un recupero trascinato dalla domanda estera. E’ quindi importante avere un segnale di ripresa della domanda interna. Anche la riduzione delle giacenze fa ben sperare, perchè implica la necessità di aumentare la produzione per soddisfare la domanda crescente” spiega l‘analista di Ing, anche se sottolinea che nel complesso la domanda rimane debole.

Secondo il sondaggio Isae a gennaio la domanda complessiva è migliorata (a -39 da -41) grazie al recupero degli ordini interni (a -37 da -40), che ha controbilanciato il nuovo calo di quelli esteri (a -44 da -41). In diminuzione le scorte di magazzino a -5 dal precedente -2.

Peggiorano però le previsioni sugli ordini (a 4 da 7) e per la produzione (a 6 da 7) per i prossimi sei mesi.

“Il dato (sulla fiducia) è positivo, ma dopo aver guardato le diverse componenti dell‘indicatore appare meno brillante che a prima vista... I dati sugli ordini e anche sulle aspettative degli ordini non ci permettono di prevedere un forte miglioramento nel medio termine”, frena Paolo Mameli, analista di Intesa Sanpaolo.

SETTORE BENI DI CONSUMO IN CONTROTENDENZA

La fiducia migliora nettamente nei beni d‘investimento, dove l‘indice passa da 77 a 78,6, e più lievemente negli intermedi (da 80,0 a 80,2); subisce invece una modesta battuta d‘arresto nei beni di consumo, dove scende da 89,8 a 89,0.

Due giorni fa, l‘indice Isae sulla fiducia dei consumatori, aveva registrato un inaspettato balzo indietro a 111,7 dal precedente 113,5. Il calo dei consumi è legato alla crescente disoccupazione secondo gli analisti.

“Dal punto di vista dei consumi, i fondamentali macroeconomici non confortano. Prevediamo infatti un ulteriore deterioramento del tasso di disoccupazione nei prossimi due trimestri, che però potrebbe essere anche il preludio al miglioramento successivo, perchè causato dal ritorno degli scoraggiati alla ricerca di un lavoro”, spiega Pizzoli.

“Un altro dato positivo è il grado di utilizzazione degli impianti nel quarto trimestre 2009, che passa a 67,2 dal precedente 66,5. Anche se si tratta di un miglioramento ancora marginale, perchè il grado di inutilizzazione è ancora ampio”, aggiunge Pizzoli.

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