Italia, serve manovra avanzo primario 6% prossimi anni - Fitch

martedì 26 gennaio 2010 16:11
 

MILANO, 26 gennaio (Reuters) - Per stabilizzare il debito pubblico l'Italia ha bisogno di una manovra che incrementi l'avanzo primario del 6% del pil nei prossimi anni. Lo ha detto il director debito sovrano di Fitch, Chris Pryce, illustrando a Milano l'"European credit outlook 2010" dell'agenzia.

"Non significa che la manovra debba essere realizzata tutta quest'anno, c'è un po' di tempo per farla" ha sottolineato.

Secondo l'ad di Fitch Italia Marco Cecchi De' Rossi "quello della manovra di stabilizzazione non è un problema solo italiano, ma di tutta l'Europa. I tempi della manovra li darà l'Ue, che stabilisce in particolare entro quale anno l'Italia e gli altri Paesi europei devono riportare i rispettivi rapporti deficit/pil sotto la soglia del 3%".

Secondo i calcoli di Fitch, contenuti nel credit outlook al fine di ottenere una stabilizzazione del proprio debito pubblico, Usa, Gran Bretagna e Spagna dovranno intervenire sui rispettivi avanzi primari con una manovra complessiva, nei prossimi anni, di entità compresa tra il 7% e l'8% del pil. Per la Francia la manovra dovrà essere vicina al 6%, mentre per la Germania poco sopra il 3% del pil.

Tali proiezioni sono state ottenute da Fitch sulla base delle stime sul pil 2011 per ciascun Paese, Italia compresa.

"Il governo italiano ha fatto bene durante la recessione, perchè ha capito che non c'era spazio per massicci interventi fiscali come in altri Paesi, anche se è stato fortunato visto che il settore bancario non ha avuto grossi problemi" ha affermato Pryce.

"Ora è necessario che il governo torni ad una politica di controllo dei conti pubblici come quella che adottò il governo Prodi" ha aggiunto. "Il governo Berlusconi deve impegnarsi pubblicamente, in tempi brevi, a favore di obiettivi di consolidamento fiscale di medio termine, perchè temiamo possa non esserci sufficiente sostegno politico al risanamento".

Secondo Cecchi De' Rossi, che conferma un outlook sul rating italiano stabile per tutto il 2010, "c'è sempre il timore di reazioni negative quando si parla di consolidamento fiscale, perchè, a partità di crescita, o si deve tagliare la spesa o si devono aumentare le entrate".

"Ma se qualche anno fa il problema del risanamento era una peculiarità italiana, oggi lo è di tutti i Paesi. Anche se è chiaro che chi parte svantaggitato, come l'Italia che ha un grosso debito, avrà maggiori problemi di finanziamento in una fase come questa di estrema comeptizione per le risorse" conclude Cecchi De' Rossi.