8 gennaio 2010 / 12:06 / tra 8 anni

PUNTO 1 - Italia, tasso disoccupazione novembre sale a 8,3%

* quadro in peggioramento, soprattutto per i giovani

* tasso Italia ancora inferiore a zona euro

* picco disoccupazione visto in prossimi mesi

di Giulio Piovaccari

MILANO, 8 gennaio (Reuters) - Tasso di disoccupazione ai massimi dal marzo del 2004 in Italia. In novembre, secondo l‘Istat, i tasso dei senza lavoro, destagionalizzato, è salito all‘8,3%. Il dato è da confrontare con l‘8,2% di ottobre (a sua volta rivisto al rialzo, dall‘8% della rilevazione precendente).

“L‘aumento del tasso di disoccupazione deriva dal fatto che l‘Italia si trova nel pieno del ciclo negativo” commenta l‘economista di Bnp Paribas Luigi Speranza, che aggiunge: “da questo punto di vista è stata significativa anche la revisione del dato di ottobre e la perdita netta di posti di lavoro in novembre”.

Il numero degli occupati, ha comunicato l‘Istat, si è ridotto di altre 44.000 unità, rispetto alle 22.920.000 persone attive di ottobre. Il tasso di disoccupazione maschile è cresciuto al 7,4%, mentre quello femminile si è mantenuto stabile al 9,7%.

In termini assoluti, tra novembre 2008 e novembre 2009, in Italia si sono dissolti 389.000 posti di lavoro.

“L‘andamento dei dati fino alla scorsa estate ci aveva un po’ illuso: si pensava che l‘Italia potesse uscire dalla crisi con abbastanza pochi danni. Ma ora il quadro è cambiato” dice Marco Valli, economista di Unicredit. Secondo Paolo Mameli di Intesa Sanapaolo “si nota come la disoccupazione stia colpendo soprattutto i precari e le fasce di età più giovani”. “Bisogna anche dire che se considerassimo tra i disoccupati anche i lavoratori attualmente in cassa integrazione, il tasso sarebbe più alto di oltre un punto percentuale”.

Dai dati Istat emerge che tra i giovani il tasso di disoccupazione ha raggiunto in novembre addirittura il 26,5%: un dato tanto più preoccupante se si tiene presente, come fa notare l‘Istituto, che sono proprio i giovani, insieme alle donne del sud, a guidare l‘incremento dei cosiddetti inattivi, cioè di quelle persone fuori dal mercato del lavoro e quindi non computate dalle statistiche.

L‘Italia ad ogni modo continua a fare relativamente meglio del resto dell‘Europa. Sempre in novembre, il tasso di disoccupazione nella Zona euro è cresciuto a quota 10%, oltre le previsioni, attestandosi al livello più alto dall‘agosto del 1998: siamo quasi due punti sopra all‘Italia. “Sono comunque ormai tre o quattro mesi che il gap tra disoccupazione europea e italiana si sta stringendo. La crescita del tasso di Eurozona si è sostanzialmente stabilizzata, mentre quello italiano ha subito un‘accelerazione piuttosto marcata” spiega Marco Valli.

“Ci aspettiamo che nei prossimi mesi il tasso italiano possa mostrare una maggiore persistenza rispetto al resto dell‘Europa proprio per effetto della cassa integrazione che al momento ha frenato la crescita” aggiunge Mameli.

Gli economisti sembrano dunque sostanzialmente concordi nel ritenere che il peggio, in termini di disoccupazione, debba ancora concretizzarsi. “Temo che il picco in Italia non sia stato toccato” prevede Speranza. Secondo l‘economista di Bnp Paribas “la ripresa nei prossimi mesi sarà piuttosto soft, con tassi modesti. Il mercato del lavoro continuerà dunque a soffrire, anche perchè la disoccupazione, con tutte le sue conseguenze sui consumi, peserà a sua volta sulla consistenza della ripresa”. -- ha collaborato Giuseppe Fonte

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