7 gennaio 2010 / 14:11 / 8 anni fa

SINTESI-Berlusconi vuole riforma fisco in 2010 ma Tremonti frena

* Per Bonaiuti riforma fiscale non vuol dire taglio tasse

* Tremonti non dà indicazioni temporali su riforma sistema

ma chiede grande prudenza

* Bersani: fisco una delle tre priorità del 2010 con scuola

e occupazione

di Giselda Vagnoni

ROMA, 7 gennaio (Reuters) - Silvio Berlusconi dichiara di voler fare del 2010 l'anno delle riforme, ma nel governo ancora nessuno se la sente di assicurare una riduzione delle tasse entro l'anno appena iniziato benché si avvicinino le elezioni regionali di marzo.

Non lo fa soprattutto il ministro Giulio Tremonti che già l'anno scorso è stato sul punto di dimettersi contro una proposta di riduzione delle imposte con lui non concordata.

La reticenza del responsabile dell'Economia sembra dettata dalla preoccupazione per l'enorme debito pubblico italiano e dalla necessità di assicurare in primis alla Lega, senza il cui appoggio il governo Berlusconi cadrebbe, la realizzazione del costoso progetto del federalismo fiscale.

In una telefonata a un gruppo di esponenti del Pdl riuniti in provincia di Torino nella casa dell'europarlamentare Vito Bonsignore, il premier ha detto ieri che "il 2010 sarà l'anno delle riforme".

Secondo quanto riferito a Reuters da uno dei presenti, il Cavaliere non avrebbe aggiunto altri dettagli se non uno specifico riferimento alla giustizia.

Per alcuni media Berlusconi avrebbe anche detto, invece, di volere, entro l'anno, la riforma della scuola e una riduzione delle tasse.

BONAIUTI GETTA ACQUA SUL FUOCO

Le indiscrezioni giornalistiche hanno spinto il portavoce del premier Paolo Bonaiuti a specificare, ieri sera, che non di taglio di tasse parlava Berlusconi ma di una riforma del fisco e, oggi, che tempi e tagli sono tutti da definire.

"Sappiamo che il reddito fisso è il più tassato. Poi però per fare questo occorrono i tempi giusti e i momenti giusti", ha detto stamane Bonaiuti a Skynews24.

"La notizia è che intendiamo riformare il fisco ma non immaginate che la riforma sia il taglio".

Le precisazioni di Bonaiuti sembrano rispondere all'esigenza di evitare un nuovo scontro con Tremonti che potrebbe aprire una crisi al buio per il governo.

In vista delle regionali di marzo, però, e nella prospettiva di un eventuale dialogo con le opposizioni sulle riforme, è facile prevedere che le pressioni sul ministro siano destinate a montare.

Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha proposto proprio oggi un dibattito parlamentare su tre temi: occupazione, scuola e, per l'appunto, il fisco.

"Una riforma fiscale non è una manovra elettorale. Non è neppure una manovra finanziaria, è qualcosa di enormemente più complesso", sottolinea Tremonti in una lunga intervista a Il Messaggero.

Il ministro avverte che l'Italia ha "una serie di vincoli, a partire dal debito pubblico" e deve "combinare la riforma fiscale con il federalismo fiscale".

Dunque, quando si affronta il tema riforma fiscale, "servono insieme alla determinaziona politica e all'ottimismo sempre necessario anche una grande prudenza e un grande consenso", conclude Tremonti.

Anche in altre occasioni Tremonti ha evitato di indicare date per la revisione del sistema di tassazione italiano in vigore dal 1970.

Recentemente, parlando ai consigli generali di Cisl e Uil, ha detto di pensare a un sistema che preveda bonus per famiglie, lavoro, ambiente e ricerca e disincentivi e penalizzazioni alla speculazione finanziaria e al consumo delle risorse ambientali.

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