13 marzo 2009 / 09:18 / 8 anni fa

PUNTO 4 - Fiat, nessun piano fusione al cda, ma aperti a accordi

(Aggiorna quotazione titolo, aggiunge commenti analista, esperto settore da paragrafo 10)

MILANO, 13 marzo (Reuters) - Fiat FIA.MI non sta per sottoporre al Cda nessuna operazione di fusione con altre case automobilistiche, ma sta esaminando opportunità di accordi finalizzati a sinergie produttive e all'accesso a nuovi mercati.

Lo dice in una nota la società automobilistica italiana, di fatto smentendo il fermento provocato da un articolo di stamane de Il Sole 24 Ore sull'esistenza di un piano di fusione con il gruppo francese Peugeot-Citroen (PEUP.PA).

Il titolo in borsa resta tuttavia ben comprato a quasi +5,6% contro uno stoxx di settore .SXAP che sale dell'1,77% e un S&P/MIB .SPMIB a +2,11%. Peugeot guadagna l'1,26%.

"Fiat non sta per sottoporre all'esame del consiglio di amministrazione alcuna operazione di fusione con altre imprese del settore automotive", scrive la società nella nota.

Secondo il quotidiano finanziario l'AD Sergio Marchionne stava valutando se e quando presentare in consiglio la proposta di una fusione che avrebbe tuttavia mantenuto inalterata la struttura produttiva in Italia per non intaccare i livelli occupazionali.

Il costo della fusione, scrive il Sole, sarebbe sulle spalle dei francesi che in cambio manterrebbero il quartier generale a Parigi restando però sotto la guida operativa di Marchionne. L'ipotesi più probabile secondo il giornale vede un'integrazione tra le attività auto di Fiat e quelle di Peugeot, mentre non sono dati termini finanziari.

Dalla casa automobilistica francese è arrivato un 'no comment'. "La nostra posizione è quella di non commentare le voci di fusione tra case automobilistiche", ha affermato un portavoce Peugeot, ribadendo quanto detto pochi giorni fa al salone dell'auto di Ginevra.

"Anche se non ci sono tabù all'interno della compagnia (a proposito dell'argomento fusione), non è questo il momento adatto per parlarne. Il management resta concentrato sulla crisi", aveva fatto sapere il gruppo francese che ha da tempo un accordo con Fiat nel settore dei veicoli commerciali.

"Il consolidamento del settore è in corso e rappresenta evidentemente una necessità ma gli scossoni sono ancora agli inizi", spiega un osservatore del settore auto che non vuole essere citato.

La crisi più evidente è per ora quella delle controllate di GM (GM.N) in Europa, cioè Opel e Saab, aggiunge l'esperto.

Sul tema Fiat-Peugeot nello specifico, se il progetto fosse davvero allo studio "i francesi avrebbero maggiore interesse ad accelerare perché tra un anno Fiat dovrà decidere se prendere il controllo di Chrysler e quindi avrebbe in quel caso più forza rispetto alla controparte", conclude.

Un analista non citabile offre un ulteriore spunto di riflessione osservando che "la strada di una fusione non è percorribile se non si toccano gli stabilimenti: questo non sarebbe semplice vista la forza relativa dei sindacati italiani e di quelli francesi".

D'altronde gli stessi governi nazionali hanno più volte ribadito l'interesse per il mantenimento delle attività produttive.

L'Italia ha varato un piano da 2 miliardi di euro per sostenere la filiera del settore auto fino al 2014 con incentivi alla rottamazione legati anche a impegni sul mantenimento delle attività produttive nel paese.

Anche i finanziamenti per 3 miliardi di euro erogati dal governo francese a Peugeot e Renault (RENA.PA) hanno visto l'impegno dei produttori a non chiudere impianti per tutta la durata del prestito, pari a cinque anni, e a fare il possibile per evitare esuberi.

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