Usa, meno pignoramenti gennaio/dicembre, rialzo 18% anno -studio

giovedì 12 febbraio 2009 13:47
 

NEW YORK, 12 febbraio (Reuters) - Le richieste di pignoramento presentate a gennaio negli Stati Uniti sono in diminuzione su dicembre, anche se il trend annuo resta in rialzo del 18%, segnalando che il mercato della casa sta reagendo alle misure del governo e dei big del settore.

Lo dice un rapporto dello specialista immobiliare californiano RealtyTrac, ricordando che anno su anno si registra un incremento per la 37esima volta consecutiva.

Le procedure aperte in gennaio sono state 274.399, il 10% in meno su dicembre, dice lo "U.S. Foreclosure Market Report" che registra sia le notizie di mancato pagamento delle rate che gli avvisi di aste e gli espropri bancari. La percentuale nazionale di pignoramenti è di uno ogni 466 abitazioni di proprietà.

Lo sforzo "dei prestatori e delle agenzie governative sembra aver avuto un impatto sulle cifre di gennaio" dice una nota RealtyTrac, riferendosi anche all'estensione della moratoria decisa da Fannie Mae e Freddie Mac e al congelamento volontario di 45 giorni per tutte le azioni di pignoramento in Florida.

Anche se RealtyTrac dice esplicitamente che "non si devono leggere troppe cose" nei dati del mese scorso ed esprime dubbi sul fatto che si sia toccato il fondo.

I dati di dicembre erano comunque stati molto peggiori: le richieste di pignoramento erano +17% su novembre e +41% sull'anno.

In gennaio è migliorato anche il quadro dei "REO" - Real Estate Owned, cioè gli immobili già riacquistati da chi, in genere una banca, aveva prestato i soldi ai proprietari - scesi del 15% su novembre, dice il rapporto. Molte abitazioni di cui le banche si sono riappropriate, si sottolinea, non sono però ancora incluse nei dati.

Quanto agli stati dove la casistica dei pignoramenti è stata più marcata, il primo posto va al Nevada, davanti a California, Arizona e Florida, tutti tra i protagonisti della bolla immobiliare.