Contratti, passi avanti Confindustria-sindacati; nodo inflazione

venerdì 12 settembre 2008 16:46
 

ROMA (Reuters) - Piccoli passi avanti nella trattativa fra sindacati e Confindustria per riformare il sistema contrattuale. L'obiettivo è superare l'accordo sulla politica dei redditi siglato nel 1993 che aveva l'inflazione programmata come indice di riferimento per i rinnovi, e valorizzare il secondo livello di contrattazione con la possibilità di premi-produttività.

Gli industriali hanno presentato oggi a Cgil, Cisl e Uil la propria proposta che prevede rinnovi contrattuali triennali sulla base di un indice di inflazione previsionale triennale depurato dall'inflazione importata, a partire dalla componente energetica che ha molto pesato sul caro prezzi a seguito dell'impennata del petrolio. Cisl e Uil, pur mostrando cautela sull'indice, hanno giudicato positivamente le aperture di Confindustria e ribadito la volontà di chiudere entro fine settembre. Resta l'incognita Cgil; il segretario generale della Confederazione Guglielmo Epifani non ha espresso giudizi al termine dell'incontro limitandosi ad annunciare una segreteria per il pomeriggio.

La proposta messa a punto da Confindustria, che ha carattere sperimentale per quattro anni, prevede che i contratti collettivi di lavoro abbiano vigenza triennale (da biennale) sia per la parte nazionale che per il secondo livello che sarà aziendale o in alternativa territoriale.

Il contratto nazionale disciplina la parte obbligatoria, quella normativa e quella economica e definisce anche le materie affidate alla contrattazione di secondo livello che deve riguardare invece materie e istituti diversi rispetto alla parte nazionale. Il secondo livello consente l'istituzione di un premio variabile, sulla base della produttività, "che ha la caratteristica di totale variabilità e non determinabilità a priori".

Gli aumenti alla scadenza dei contratti saranno calcolati sulla base di un indice previsionale triennale depurato al alcune voci di inflazione importata che sarà elaborato da un soggetto terzo. Il valore retributivo medio che sarà preso come base di computo è composto dai minimi tabellari dagli scatti di anzianità e da eventuali indennità.

"Oggi abbiamo fatto un ulteriore passettino in avanti. I tempi si stringono e anche i contenuti. Rimaniamo ottimisti sulla scadenza del 30 settembre", ha commentato il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, al termine dell'incontro. A chi chiedeva un maggiore chiarimento su quali componenti inflattive la Confindustria voglia scorporare dall'indice, Bombassei ha risposto: "Ritengo che il superamento dell'inflazione programmata sia un salto notevole, non abbiamo definito esattamente come avverrà la depurazione ma pensiamo a tutta l'inflazione importata, certo la componente energetica è un elemento irrinunciabile".

Il nodo con i sindacati sta proprio qui, sul perimetro dell'indice. "Va bene aver abbandonato l'inflazione programmata ma se si depura troppo non ci sta bene", ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, sottolineando anche la necessità di chiarire la questione delle compensazioni salariali da assegnare ai lavoratori che non godono della contrattazione di secondo livello. Angeletti è comunque ottimista e parla di "possibilità di intesa elevata".

Anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, parla di avanzamento della trattativa ma sulla depurazione dall'indice dice: "Quella dell'energia basta".

Il prossimo appuntamento è per il 18 settembre quando la trattativa dovrebbe entrare nel vivo nel tentativo di chiudere per fine mese.