13 agosto 2009 / 09:16 / 8 anni fa

SCHEDA-Berlusconi e scandali sessuali, fatti e conseguenze

ROMA, 13 agosto (Reuters) - La vita privata del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stata oggetto di un crescendo di attenzioni da quando ai primi di maggio la sua seconda moglie Veronica Lario ha annunciato di voler chiedere il divorzio a causa dei suoi comportamenti con le donne.

Ecco alcune domande e risposte relative agli scandali che sono seguiti e le loro implicazioni per il futuro politico del Cavaliere.

D: Quando è cominciato tutto?

R: Il 3 maggio Veronica Lario annuncia a Repubblica e alla Stampa di volere il divorzio. Critica gli atteggiamenti del marito con le donne e afferma: “non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni”.

L‘attenzione si focalizza sull‘amicizia di Berlusconi con un‘adolescente, Noemi Letizia, alla festa dei 18 anni della quale il premier partecipa portando in dono un ciondolo da 6.000 euro.

D: Quindi è tutto legato a Berlusconi e Noemi?

R: No, praticamente nessuno si ricorda di Noemi oramai. Dopo poco la storia è stata eclissata dalle dichiarazioni di altre giovani donne che hanno detto di essere state pagate da un intermediario per partecipare alle feste di Berlusconi nelle sue case a Roma e in Sardegna.

L‘escort Patrizia D‘Addario ha detto di essere andata a letto con il premier durante una di queste feste e di avere delle registrazioni che lo provano. Queste sono state messe su Internet e le sbobinature pubblicate sui giornali.

Da allora sui media italiani e stranieri sono state pubblicate altre storie e pettegolezzi scabrosi sulla vita sessuale del premier.

D: Berlusconi ha negato di essere andato a letto con la D‘Addario?

R: No, ma non lo ha neanche ammesso direttamente. Piuttosto che rispondere alle accuse attacca i media che le pubblicano, definendo le storie che riguardano la sua vita privata “spazzatura”. Dice di non essere “un santo” ma nega di aver mai pagato per del sesso. Nonostante le sue numerose conferenze stampa da quando è scoppiato lo scandalo, non gli è mai stato chiesto se quanto afferma la D‘Addario corrisponda al vero.

D: Come hanno gestito la faccenda i media italiani e stranieri?

R: In modo molto diverso. Nei principali giornali di tutto il mondo Berlusconi è stato regolarmente attaccato e preso in giro, ma in Italia, con la vistosa eccezione del quotidiano di centro-sinistra La Repubblica e del settimanale L‘Espresso, la stampa ha dato alla vicenda una copertura assai più flebile.

Le televisioni sono state ancora più caute, ignorando significativamente l‘intero scandalo o facendo solo qualche breve e vago riferimento. Berlusconi è il proprietario di Mediaset (MS.MI) e delle sue tre reti televisive, e ha una forte influenza politica sulla Rai.

D: La popolarità di Berlusconi è calata?

R: Un po’, ma resta comunque alta, con un tasso di approvazione del 49% secondo un sondaggio di IPR Marketing. Berlusconi ha annunciato la settimana scorsa che la sua popolarità si attesta al 68,2%, “la più alta tra i leader delle democrazie occidentali”. Sembra che abbia perso un po’ di consenso tra i cattolici praticanti, donne e giovani. La sua coalizione resta comunque assai più popolare dell‘opposizione.

D: Perché è stato danneggiato così poco?

R: Secondo gli analisti da un lato ci sarebbe l‘atteggiamento indulgente degli italiani nei confronti della vita privata dei politici, ragione per la quale l‘opposizione non ha insistito sull‘argomento. Gli exploit attribuiti a Berlusconi confermerebbero inoltre presso molti elettori l‘immagine di seduttore finora propagandata. Il cauto approccio della maggior parte dei media, soprattutto le televisioni, potrebbe averlo comunque aiutato.

D: Quali saranno le conseguenze?

R: Berlusconi sembra in grado di sopravvivere alla tempesta se non emergeranno nuove rivelazioni. La sua credibilità è stata danneggiata all‘estero come in Italia, anche se qui in modo minore, ma il premier continua a godere di una enorme maggioranza parlamentare e nessun successore all‘orizzonte.

Gli scandali sembra che non abbiano indebolito il governo, anche se potrebbero aver minato le ambizioni di Berlusconi di diventare presidente della Repubblica, carica per la quale vengono scelte personalità apprezzate da tutto l‘arco politico e moralmente irreprensibili.

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