Italia, economia più debole del previsto, rischi su 2017-Confindustria

giovedì 15 settembre 2016 10:45
 

ROMA, 15 settembre (Reuters) - L'economia italiana mostra una debolezza superiore al previsto e crescono i rischi per la crescita nel 2017, segnala oggi Confindustria, che torna a chiedere più investimenti.

Il Centro studi di Confindustria ha rivisto leggermente al ribasso il Pil per il 2016 (+0,7% da 0,8%) e 2017 (+0,5% da 0,6%), dopo il deciso taglio delle stime elaborato a luglio in seguito al voto sulla Brexit.

Il rapporto deficit/Pil è confermato al 2,5% nel 2016 e 2,3% nel 2017, il debito è rivisto al 133,3% per quest'anno (da 133,4% di luglio) mentre è confermato al 134% per il prossimo. Il tasso di disoccupazione resta all'11,5% quest'anno, sale invece all'11,2% (dall'11,1%) nel 2017.

"L'economia italiana presenta una debolezza superiore all'attesa... I rischi si mantengono verso il basso. La crescita indicata per il 2017, sebbene già del tutto insoddisfacente, non è scontata e va conquistata", rileva il Csc nel rapporto periodico sugli scenari economici.

"Non riusciamo a schiodarci dalla malattia della lenta crescita di cui soffriamo da inizio 2000", commenta Luca Paolazzi, direttore del Csc, sottolineando che ai ritmi attuali il momento in cui l'Italia potrà riagganciare il livello pre-crisi "è rinviato al 2028".

Rispetto alle stime di luglio sono peggiorati sia lo scenario globale che quello interno, e a questo si aggiunge "un aumento dell'incertezza legato questa volta anche al fattore politico", spiega Paolazzi, citando le incognite che pendono su una serie di appuntamenti che vanno dalle elezioni per la Casa Bianca alle presidenziali in Francia alla politiche in Germania.

In uno scenario di produzione industriale ferma, credito alle imprese ancora scarso e prestiti alle famiglie in stallo, servono investimenti, dice il Csc, segnalando come specie quelli privati siano penalizzati.

Confindustria ribadisce poi l'importanza per l'andamento dell'economia che al referendum costituzionale in autunno vinca il 'sì'. Riguardo invece alla Brexit, segnala che "si sono rivelate meno gravi di quanto temuto le conseguenze immediate".

(Antonella Cinelli)

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