PUNTO 1-Italia, Pil trim2 confermato invariato, domanda interna al palo

venerdì 2 settembre 2016 14:17
 

* Istat conferma crescita nulla per Pil congiunturale
    * Contributo nullo da consumi privati e investimenti
    * Pil tendenziale trim2 rivisto al rialzo a +0,8% da +0,7%
    * Crescita acquisita per Pil 2016 +0,7%

    di Giulio Piovaccari
    ROMA/MILANO, 2 settembre (Reuters) - È stato l'andamento
debole della domanda interna ad azzerare la crescita italiana
nel secondo trimestre, come conferma la seconda lettura dei dati
sul Pil diffusi oggi dall'Istat.
    Su base congiunturale il Pil italiano segna dunque una
battuta d'arresto dopo cinque trimestri di espansione che, per
quanto modesta, ha comunque permesso al Paese di chiudere il
2015 con una crescita dello 0,8% dopo un triennio di recessione
.
    Secondo una fonte, nei giorni scorsi il Tesoro aveva
ipotizzato una revisione al rialzo del dato preliminare, sulla
base del buon andamento del fatturato del settore servizi; sulla
stessa linea si era espresso ieri il presidente del Consiglio
Matteo Renzi . 
    "I consumi nazionali sono stazionari in termini
congiunturali (...), mentre gli investimenti fissi lordi hanno
registrato una flessione dello 0,3%", si legge nella nota
dell'Istat, che ha fornito oggi lo spaccato del Pil del secondo
trimestre. Alla variazione di quest'ultimo, segnala l'Istat,
hanno fornito un contributo nullo sia i consumi delle famiglie
sia gli investimenti fissi.
    "La domanda interna, che finora era stata il motore della
timida ripresa italiana, ora non contribuisce più alla crescita
trimestrale", commenta l'economista di Ing Paolo Pizzoli. "A
questo punto credo che proprio qui si concentrerà lo stimolo
previsto dalla prossima manovra del governo". 
    Un piccola revisione al rialzo ha invece interessato il dato
tendenziale sul Pil del secondo trimestre, a +0,8% rispetto a
+0,7% della stima flash, contro il +1% del trimestre precedente.
    "Si sta creando una situazione di incertezza che, a
differenza dei trimestri precedenti, non permette di tradurre in
consumi la ripresa del reddito disponibile; tra le cause c'è la
Brexit e soprattutto il successivo nervosismo sui mercati"
commenta l'economista di Unicredit Loredana Federico. "Lo stesso
per gli investimenti; le aziende restano prudenti, a causa di
una situazione di incertezza in questo caso legata più che altro
al contesto internazionale".
    
    CRESCITA VISTA ANCORA FERMA IN TRIM3 E TRIM4
    Anche alla luce del peggioramento mostrato dagli ultimi
indicatori congiunturali, gli economisti segnalano il rischio di
una persistenza della debolezza delle componenti della domanda
interna; in questo quadro difficilmente il Pil italiano riuscirà
a discostarsi molto dagli attuali livelli di crescita zero nel
terzo e quarto trimestre, mentre l'appuntamento con tassi più
sostenuti è rimandato all'inizio dell'anno prossimo.
    Per il 2016 la crescita acquisita del Pil è dello +0,7%, ha
reso noto stamane l'Istat. 
    Ricordando proprio questo dato, durante il suo intervento
odierno al workshop Ambrosetti di Cernobbio, Renzi ha comunque
affermato che per l'Italia il 2016 sarà meglio del 2015
.
    Il governo ha per ora un previsione di crescita ancora ferma
all'1,2% per il 2016; scontata una revisione al ribasso, che
potrebbe arrivare già questo mese.
    
    -- Ha contribuito Antonella Cinelli
    
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