10 giugno 2016 / 12:22 / un anno fa

In 2015 calo residenti, prima volta in 90 anni, 70.000 italiani emigrati - Istat

ROMA, 10 giugno (Reuters) - La popolazione ha registrato nel nostro Paese un deciso calo nel 2015, anno in cui ha continuato a crescere l‘emigrazione con oltre 70.000 italiani che si sono trasferiti all‘estero, secondo il ‘Bilancio demografico nazionale’ diffuso oggi da Istat.

Al 31 dicembre risiedevano in Italia quasi 61 milioni di persone, di cui oltre 5 milioni di cittadinanza straniera, e di questi più del 50% europei.

“Nel corso del 2015 il numero dei residenti ha registrato una diminuzione consistente per la prima volta negli ultimi novanta anni: il saldo complessivo è negativo per 130.061 unità. Il calo riguarda esclusivamente la popolazione di cittadinanza italiana (141.777 residenti in meno) mentre la popolazione straniera aumenta di 11.716 unità”, spiega l‘istituto.

Il calo è dovuto principalmente al saldo naturale tra nascite e decessi che è stato fortemente negativo (quasi -162.000 unità), che il saldo migratorio, in progressiva diminuzione, non è riuscito a controbilanciare.

Il numero di stranieri che hanno preso la cittadinanza nel corso del 2015 è comunque cresciuto del 37% rispetto all‘anno prima.

Le nascite sono scese sotto i 5 milioni, in calo del 3,3% rispetto al 2014 e oltre 90.000 in meno negli ultimi sette anni. “Anche il contributo positivo alla natalità delle donne straniere mostra i primi segnali di un‘inversione di tendenza”.

SALE EMIGRAZIONE, AUMENTANO DECESSI

Il flusso migratorio verso l‘estero è aumentato nel 2015 di quasi 8 punti percentuali, mentre i flussi in entrata hanno registrato solo lo 0,9% in più rispetto all‘anno prima.

“Il bilancio è negativo per gli italiani (-72.000 unità) e positivo per gli stranieri (+205.000)”, dice Istat, precisando che a lasciare il Paese per trasferirsi all‘estero sono state nel complesso 147.000 persone, di cui oltre 100.000 con cittadinanza italiana.

Si attenua invece il movimento migratorio interno: i trasferimenti di residenza nel 2015 hanno coinvolto 1 milione 284.000 persone, circa 30.000 in meno su anno.

Guardando poi agli effetti della crisi migratoria, Istat segnala che “il numero di persone straniere residenti in convivenza anagrafica (centri di prima accoglienza, ecc.) è più elevata nelle regioni del Sud e delle Isole in rapporto alla popolazione straniera totale ivi residente: circa il 30% contro il 10% del Nord”.

Il rapporto segnala inoltre che nel 2015 è proseguito l‘aumento dei decessi, superiori di 49.207 unità rispetto al 2014. Sul trend influisce un effetto ‘rimbalzo’ della mortalità, legato al progressivo aumento degli ultra-85enni che comporta l‘incremento della quota “di popolazione in condizioni di fragilità e quindi più esposta al rischio di mortalità”.

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