2 giugno 2016 / 14:48 / un anno fa

SINTESI-Bce un po' meno pessimista su prezzi e crescita, Brexit non spaventa

MILANO, 2 giugno (Reuters) - Vede lievemente meno nero la Banca centrale europea sulle prospettive -- quanto meno per l'anno in corso -- di crescita economica e inflazione nella zona euro.

Seppure in buona parte prevista e pari a un solo decimo nel caso dei prezzi al consumo, due decimi in quello del Pil, la revisione al rialzo è comunque significativa.

Era ormai da tempo consuetudine per Francoforte aggiustare al ribasso le stime a cura dello staff, che ogni tre mesi aggiorna il quadro macro in un orizzonte a tre anni guardando alle due variabili principali di Pil e inflazione.

Soprattutto per quest'ultima -- vero morbo per la zona euro per le ricadute negative su fiducia e investimenti, nonché decumulo del debito -- ci si deve accontantare di passare da 0,1% a un misero 0,2% contro un obiettivo che resta 'inferiore ma prossimo' a 2%.

Se non è il caso di festeggiare, si è comunque visto nei numeri Eurostat preliminari di maggio che il punto di minimo per i prezzi al consumo potrebbe essere alle spalle.

"C'è chi suggerisce di rivedere il target di inflazione, limitandoci a riconoscere che non raggiungeremo mai 2%; c'è anche chi ci invita a innalzarlo a 3% o 4% per avere più impatto sulle aspettative. Per motivi diversi, non faremo né l'una né l'altra cosa... sarebbero entrambe lesive per la credibilità della banca centrale" spiega Mario Draghi alla stampa.

A garanzia della stabilità dei prezzi in una cornice a medio termine, è l'esordio del comunicato letto dal presidente: "i tassi rimarranno su livelli attuali o inferiori se necessario ben oltre l'orizzonte del programma 'quantitative easing' che si chiude a marzo dell'anno prossimo".

Vigilando sulla messa a punto delle ultime misure 'non standard', i cui effetti devono ancora farsi pienamente sentire, la Bce presenta alcune caratteristiche del nuovo programma di sottoscrizione di corporate: da mercoledì prossimo 8 giugno verranno acquistati, sia sul primario sia sul secondario, titoli valutati a livello 'investment grade'.

Come si leggeva nelle ultime analisi degli 'Ecb watcher', il consiglio odierno si configura principalmente come 'non evento'. Dispensati con il contagocce anche i dettagli sui nuovi acquisti di titoli corporate, senza alcun riferimento ai volumi.

Lasciando da parte il quadro macro e le misure di stimolo, forse una della dichiarazioni che meno il mercato si aspettava dalla Bce è quella che, pur auspicando che Londra non abbandoni l'Unione europea, Francoforte è tecnicamente preparata all'eventualità di una 'Brexit'.

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