PUNTO 2-Italia, inflazione novembre sotto attese rafforza aspettative Bce

lunedì 30 novembre 2015 15:12
 

* A novembre indice Ipca +0,1% su anno, attese +0,4%
    * Debolezza prezzi male comune a intera zona euro
    * Bce pronta ad agire giovedì
    * Dubbi su impatto attacchi Parigi, possibile effetto fine
Expo

 (aggiunge commenti Padoan)
    di Elvira Pollina
    ROMA/MILANO, 30 novembre (Reuters) - L'andamento dei prezzi
al consumo si rivela più debole delle attese a novembre, dando
sostanza ai timori che spingono la Banca centrale europea a
considerare questa settimana un aumento della portata degli
aiuti all'economia dell'intera zona euro, dove il rischio
deflazione non sembre affatto scongiurato.
    Secondo i dati preliminari Istat, l'indice armonizzato ai
parametri europei (Ipca) è calato di 0,5% su mese e salito 0,1%
tendenziale.
    La mediana delle attese prospettava un calo congiunturale di
0,2% e un'accelerazione del rialzo tendenziale a 0,4%, dopo
+0,5% e +0,3% di ottobre.
    "Il quadro è quello di un'inflazione sostanzialmente nulla,
per effetto della debolezza dei prezzi dell'energia che si
propaga tramite i prezzi di produzione, e della frenata delle
economie emergenti", commenta Fedele De Novellis di Ref.
    "E' questo che spingerà la Bce ad aumentare con buona
probabilità la portata dello stimolo questa settimana", prosegue
De Novellis.
    In un'intervista pubblicata ieri sul Corriere della Sera, il
ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha paventato il rischio
di effetti negativi sulla ripresa in conseguenza del clima
negativo instauratosi dopo gli attentati subiti dalla Francia il
13 novembre.
    In mattinata, comunque, Padoan ha confermato la stima di
crescita per quest'anno, ovvero +0,9%, considerata a rischio da
alcuni economisti già con la pubblicazione dei dati preliminari
sul Pil, appellandosi all'azione della Bce per
ridare fiato all'inflazione, fondamentale per ridurre il peso
del debito pubblico.
    Commentando la rilevazione odierna, che copre il periodo
fino al 21 novembre, Istat imputa il rallentameno
dell'inflazione sia dovuto principalmente alla riduzione
dell'ampiezza della crescita tendenziale dei servizi ricreativi,
culturali e per la cura della persona, causata soprattutto dai
servizi ricettivi e di ristorazione. 
    Secondo Anna Grimaldi di Intesa Sanpaolo, "non può
escludersi del tutto che gli attacchi di Parigi abbiano indotto
i consumatori a limitare le uscite e gli spostamenti". 
    Per il momento, comunque, a parere di De Novellis, non ci
sono elementi per valutarne l'effetto sui prezzi al consumo. 
    Quanto all'impatto complessivo sulla crescita, lo stesso De
Novellis suggerisce cautela, ricordando come l'aumento del
livello di allerta farà probabilmente propendere Bruxelles verso
un allentamento dei vincoli di bilancio per quanto riguarda la
spesa per la difesa, con effetti presumibilmente positivi. 
     Possibile invece, secondo gli analisti, che la frenata
riscontrata nei prezzi dei servizi ricettivi sia almeno in parte
imputabile alla chiusura di Expo. 
 
    - ha collaborato da Roma Giuseppe Fonte
    
 
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