November 23, 2015 / 4:53 PM / 2 years ago

Italia, crescita interna può spingere Pil a lungo - rapporto Einaudi

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MILANO, 23 novembre (Reuters) - Le attuali condizioni economiche dell'Italia rendono ragionevole e sostenibile una crescita della domanda interna di lungo periodo. E un aumento della domanda interna del 2-2,5% per 10 anni può portare a una crescita del Pil dell'1,5-2% annuo.

Il quadro ispirato da un "ragionevole, contenuto e sommesso ottimismo" è quello tratteggiato dal Centro Einaudi nelle conclusioni del suo ventesimo rapporto.

Con una crescita di questa portata, "nell'ipotesi di un volume di debito pubblico invariato" il rapporto debito pubblico/Pil scenderebbe dal valore attuale attorno al 135% a valori inferiori al 120.

Mario Deaglio, responsabile del rapporto, individua l'origine di questa ripresa nei primi segnali di crescita a fine 2014 con le famiglie uscite dal periodo di calo dei consumi, il rimbalzo del settore auto, il recupero del turismo e dei mutui immobiliari.

"Ora bisogna trasformare il rimbalzo in ripresa duratura" ha detto nel corso della presentazione, ricordando il diffondersi di un clima di fiducia tra famiglie e imprese, il miglioramento della situazione finanziaria di famiglie e imprese, il volume di spesa per consumi sostenuto da redditi di lavoro tornati a salire.

Nel circolo virtuoso tratteggiato dal Centro Einaudi vi è poi un aumento dell'occupazione di 150-200.000 unità l'anno, parallelo a un aumento della produttività.

Positivo il giudizio sul Jobs Act introdotto dal governo Renzi che è stato "costruito per creare un'atmosfera positiva tra i lavoratori che diventano a tempo indeterminato".

Secondo Deaglio "fa arrivare alle famiglie il messaggio che l'orizzonte è stabile, che non si vive più alla giornata" e "sembra una mossa intellettualmente acuta, che dà uno stimolo".

Le condizioni citate dal rapporto perchè lo scenario di crescita si consolidi sono numerose.

"Dipende largamente da noi, dalle decisioni di politica economica alla politica familiare delle spese e dei risparmi, dalle scelte esistenziali dei giovani tra lo studio e il non studio. Occorre inoltre che non succedano disastri a livello di economia globale, di società europea, di assetto climatico" scrive il Centro Einaudi nelle ultime righe del rapporto.

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