9 novembre 2015 / 10:36 / tra 2 anni

Italia verso accelerazione crescita, bene lavoro ma pesano sofferenze - Ocse

MILANO, 9 novembre (Reuters) - Per l‘economia italiana si prefigura tra quest‘anno e il prossimo biennio una graduale ma progressiva ripresa, grazie al miglioramento del mercato del lavoro dalle ricadute positive sui consumi. Questa per l‘Ocse la versione del bicchiere mezzo pieno, mentre in quella ‘mezzo vuoto’ si fa riferimento a un mercato creditizio che fatica a riprendere, oppresso dal fardello delle sofferenze bancarie che preclude lo sviluppo degli investimenti.

Nel rapporto semestrale ‘Economic Outlook’ diffuso stamane l‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico corregge a 0,8% da 0,7% dell‘Interim Outlook di settembre la stima sulla crescita 2015, portando l‘indicazione sull‘anno prossimo da 1,3% a 1,4%, ritmo che dovrebbe proseguire nel 2017.

Nel caso di quest‘anno l‘attesa resta di un decimo inferiore a quella del governo, sottoscritta soltanto la settimana scorsa dalla Commissione europea, mentre sul 2016 il confronto va a 1,6% della Nota di aggiornamento al Def e a 1,5% delle stime d‘autunno Ue.

Al di là del valore puntuale dei numeri, l‘analisi semestrale Ocse si vuole però soffermare principalmente sulla natura qualitativa della ripresa.

Partendo dagli aspetti positivi - i cosiddetti ‘rischi al rialzo’ - si fa riferimento a prospettive positive per la domanda interna grazie al miglioramento del mercato del lavoro frutto dell‘ampio piano di riforme messo a punto dal governo.

Il giudizio Ocse è dunque positivo e non soltanto per il Jobs Act ma più in generale sulle ultime misure come la riforma delle procedure fallimentari, della competitività e della pubblica amministrazione.

Il percorso delle riforme è però ancora lungo e rimangono punti di forte criticità.

A dispetto di una lieve ripresa nel canale del finanziamento ai privati il mercato creditizio resta asfittico, con i prestiti alle imprese che non ripartono - impedendo a propria volta una ripresa degli investimenti - a causa del livello ancora molto elevato delle sofferenze.

E a tale proposito l‘Ocse non esclude il ruolo positivo che potrebbe avere la ‘bad bank’ per la gestione dei crediti deteriorati.

“Su questo fronte, tuttavia, è incerta la possibilità di concreti passi avanti tenendo conto della normativa Ue sugli aiuti di Stato” si legge nel documenti.

CARICO FISCALE PASSI DA LAVORO A CONSUMI E IMMOBILI

In tema di finanza pubblica, per l‘aggregato del deficit/Pil si prefigura da qui al 2017 una dinamica di “solido” rallentamento grazie all‘andamento positivo della crescita accompagnato da alcuni tagli alla spesa.

Identica a quella dell‘Economis Outlook del 3 giugno scorso, a quella del governo e a quella Ue, l‘attesa sul disavanzo è di 2,6% per quest‘anno e 2,2% (2,0% a giugno ma 2,2% ufficiale) il prossimo.

“Il governo intende utilizzare i margini di flessibilità a livello Ue per l‘aumento degli investimenti pubblici e un alleggerimento del carico fiscale. Un permanente spostamento dell‘onere delle imposte dal mercato del lavoro a consumi e immobili insieme a una maggiore tassazione sulle emissioni creerebbe le condizioni per una crescita più dimanica nel rispetto dell‘ambiente”.

Non mancano dunque zona d‘ombra nel giudizio Ocse sulla legge di Stabilità.

Basti a questo proposito guardare alla attese sulla delicata voce debito/Pil: per quest‘anno si passa da 134,3% da 133,2% della stima di giugno (132,8% il governo); per il prossimo - 131,4% l‘indicazione del governo - da 132,0% a 133,5%.

Per chiudere su una nota positiva si passi alle aspettative circa il mercato del lavoro: dopo il 12,7% dell‘anno scorso il tasso di disoccupazione è visto retrocedere a 12,3% quest‘anno. 11,7% il prossimo e 11% nel 2017.

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