Italia, Istat conferma stima Pil 2015 a +0,9%, vede +1,4% in 2016

giovedì 5 novembre 2015 10:23
 

ROMA, 5 novembre (Reuters) - Nel 2015 Istat prevede una crescita del Pil italiano pari allo 0,9%, cui seguirà un aumento dell'1,4% nel 2016 e nel 2017. Il tasso di disoccupazione è visto in discesa rispetto al 2014 ma ancora sopra il 12% quest'anno e oltre l'11% nel prossimo biennio.

Lo si legge nelle previsioni fornite oggi dall'Istituto di statistica.

"Nel primo semestre dell'anno l'economia italiana è tornata a crescere dopo la lunga fase recessiva registrata negli anni precedenti. Le prospettive a breve indicano il proseguimento della ripresa dei ritmi produttivi con un incremento del Pil dello 0,9% nel 2015 e una dinamica maggiormente sostenuta, ma con un ritmo di crescita costante, nel biennio successivo (+1,4%)", afferma Istat.

Nella nota di aggiornamento al Def di settembre, l'esecutivo ha alzato a +0,9 da +0,7% la stima del Pil per il 2015 e a +1,6 da +1,4% la previsione del prossimo anno.

Secondo Istat, l'occupazione aumenterà nel 2015 (+0,6% in termini di unità di lavoro), accompagnata da una riduzione del tasso di disoccupazione che si attesterà al 12,1%. Nel 2016, le unità di lavoro registreranno un aumento più significativo (+0,9%) mentre il tasso di disoccupazione segnerà una ulteriore diminuzione, attestandosi all'11,5%.

Nella media del 2014, il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12,7% rispetto al 12,1% di un anno prima, mentre nella fascia di età 15-24 anni ha toccato il 42,7%, crescendo di 2,6 punti percentuali.

Nella nota di previsione diffusa oggi, Istat avverte che "il quadro previsivo delineato è soggetto a rischi al ribasso, connessi a un eventuale più pronunciato rallentamento del commercio internazionale e all'impatto delle clausole di salvaguardia nel 2017. Una dinamica più accentuata degli investimenti, collegata agli effetti delle politiche europee e nazionali potrebbe invece condurre ad un rialzo".

L'istituto statistico aggiunge che le previsioni incorporano le misure descritte nel disegno di legge di Stabilità 2016.

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