Italia, costo raccolta +11 mld in 2015/16 con uscita Grecia da euro - S&P

giovedì 2 luglio 2015 12:07
 

MILANO, 2 luglio (Reuters) - In caso Atene dovesse abbandonare l'unione monetaria europea le conseguenze negative per il resto dei partner - periferia in testa - si rifletterebbero in primo luogo in una risalita dei rendimenti dei titoli di Stato, dunque in un maggior costo della raccolta.

Lo si legge nel rapporto a cura di Standard & Poor's dedicato alle conseguenze della cosiddetta 'Grexit', in cui l'agenzia prospetta però un incremento "disomogeneo" tra i singoli Paesi, con un impatto concentrato soprattutto sull'Italia.

Su complessivi 30 miliardi stimati per il biennio 2015/2016 a livello di intera zona euro, l'agenzia indica infatti la quota italiana a oltre un terzo del totale, con una quota di 11 miliardi.

In un grafico sul rendimento del Btp decennale, la curva dello scenario base vede per fine 2016 un valore sostanzialmente stabile a 1,5% nel caso dello scenario 'base', livello indicato poco oltre 3,5% in caso invece di 'Grexit'.

Sempre nel rapporto di S&P si sottolineano le dimensioni modeste dell'economia ellenica e la sua natura particolarmente 'chiusa'.

"Anche in caso di un crollo del 50% delle importazioni un anno dopo l'uscita dalla zona euro, l'effetto diretto sulla domanda di esportazioni da Germania, Francia e Italia sarebbe di un calo tra 0,3% e 0,5%" specifica l'agenzia.

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