8 luglio 2009 / 11:42 / 8 anni fa

Crisi, stimoli governi come cambiale con Mefistofele - Tremonti

ROMA, 8 luglio (Reuters) - Le politiche anticrisi adottate in gran parte del mondo con il sostegno dell‘economia con i fondi pubblici sono come la cambiale che il dottor Faust ha acceso con Mefistofele nell‘opera di Johann Wolfgang Goethe.

Lo ha detto il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, criticando l‘uso di denaro pubblico per salvare “la mano privata che ha fallito”.

Parlando all‘assemblea annuale dell‘Abi, il ministro ha cercato di illustrare le differenze che a suo modo di vedere ci sono tra la crisi attuale e la Grande depressione degli anni trenta.

Secondo Tremonti, infatti, “nel ‘29 il debito pubblico ha sostenuto la domanda pubblica, è andato dal pubblico alle famiglie, ha finanziato le società, mentre in questa crisi, per come è stata gestita in tante parti del mondo ma certo non in Italia, il debito pubblico è andato a sostenere qualcosa che non funzionava negli asset privati”.

“E quindi c’è stato un colossale passaggio dalla mano pubblica alla mano privata che aveva fallito. Debito pubblico per salvataggi privati”, sintetizza Tremonti.

“Il punto essenziale è un po’ questo e spiega anche quel che sta succedendo all‘interno delle società. Dopo la non completa sufficienza di un primo e un secondo stimolo applicato all‘economia, si parla ora di un terzo. Credo che al fondo ci sia un qualcosa, l‘aspettativa di essere destinatari finali di altro”.

“Credo che per capire quel che sta succedendo si deve rileggere Goethe, non quello delle affinità elettive, ma quello di Mefistofele con la sua cambiale”, continua il ministro.

TREMONTI RIBAIDSCE NECESSITA’ NUOVE REGOLE

Tremonti rigetta le tesi di chi dice che per superare la crisi non occorrono grossi cambiamenti nelle regole e rilancia il contributo dell‘Italia, quale presidente del G8 che inizia oggi a L‘Aquila, sul nuovo codice della finanza internazionale, il Global standard.

“Che le regole siano necessarie per l‘economia è una conquista che risale a due, tre secoli fa e sull‘utilità delle regole per l‘economia sono fondamentali nella loro funzione i grandi codici borghesi. Fondamentale la lettera di Engels a Marx. Le regole devono essere qualcosa in più, devono essere lo strumento che trasporta nel mondo dell‘economia valori e principi. Questo è il messaggio fondamentale che viene dall’ enciclica del Papa”, dice Tremonti, citando nel suo discorso anche John Steinbeck, lo scrittore di Furore.

“Questo è il punto fondamentale, l‘etica. I valori non sono valori mobiliari, l‘interesse non è solo quello individuale, il conto economico non è l‘unico, c’è anche il conto patrimoniale, c’è il bonus ma anche il bene comune, credo che questo sia oggetto della nostra riflessione e questo è il senso dei lavori presentati dalla presidenza italiana al G8”.

Parlando del nuovo codice di regole che l‘Italia ha presentato al G8, Tremonti ammette che il processo non si chiuderà a L‘Aquila nella tre giorni che inizia oggi e va avanti fino a venerdì.

“E tuttavia è straordinario il consenso crescente che qyuesta impostazione sta raccogliendo. E non solo ripeto in sede politica”, dice Tremonti.

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