Crisi, stimoli governi come cambiale con Mefistofele - Tremonti

mercoledì 8 luglio 2009 13:39
 

ROMA, 8 luglio (Reuters) - Le politiche anticrisi adottate in gran parte del mondo con il sostegno dell'economia con i fondi pubblici sono come la cambiale che il dottor Faust ha acceso con Mefistofele nell'opera di Johann Wolfgang Goethe.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, criticando l'uso di denaro pubblico per salvare "la mano privata che ha fallito".

Parlando all'assemblea annuale dell'Abi, il ministro ha cercato di illustrare le differenze che a suo modo di vedere ci sono tra la crisi attuale e la Grande depressione degli anni trenta.

Secondo Tremonti, infatti, "nel '29 il debito pubblico ha sostenuto la domanda pubblica, è andato dal pubblico alle famiglie, ha finanziato le società, mentre in questa crisi, per come è stata gestita in tante parti del mondo ma certo non in Italia, il debito pubblico è andato a sostenere qualcosa che non funzionava negli asset privati".

"E quindi c'è stato un colossale passaggio dalla mano pubblica alla mano privata che aveva fallito. Debito pubblico per salvataggi privati", sintetizza Tremonti.

"Il punto essenziale è un po' questo e spiega anche quel che sta succedendo all'interno delle società. Dopo la non completa sufficienza di un primo e un secondo stimolo applicato all'economia, si parla ora di un terzo. Credo che al fondo ci sia un qualcosa, l'aspettativa di essere destinatari finali di altro".

"Credo che per capire quel che sta succedendo si deve rileggere Goethe, non quello delle affinità elettive, ma quello di Mefistofele con la sua cambiale", continua il ministro.

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