Industria, chimica italiana sia leva per uscire da crisi-Squinzi

lunedì 8 giugno 2009 16:26
 

MILANO, 8 giugno (Reuters) - La chimica italiana sta soffrendo, come gli altri settori, la crisi economica internazionale ma può trasformarsi in una leva per la ripresa.

E' il messaggio di Giorgio Squinzi, confermato oggi alla presidenza di Federchimica per il prossimo biennio.

"Nonostante i primi segnali di stabilizzazione, la ripresa fatica a consolidarsi: si prevede quest'anno una contrazione della produzione chimica intorno al 10-15%, sostanzialmente in linea con la chimica europea", ha detto Squinzi all'assemblea della federazione. "Le nostre imprese non stanno solo vedendo i clienti comprare il 20-30% di meno, ma in molti comparti vedono scmparire il 20-30% dei clienti".

La chimica, ha spiegato il presidente, solitamente anticipa i cicli economici. "Oggi si può forse dire che si è toccato il fondo, ma non significa che ci sia la ripresa". Le prospettive per un rilancio, però, secondo Squinzi ci sono: "L'emergenza ambientale, climatica, energetica, il problema dell'invecchiamento della popolazione: come sempre, buona parte delle soluzioni vengono e verranno dalla chimica e dalle sue imprese". Serve però "una politica industriale che aiuti il cambiamento".

Tra i vari temi citati, il presidente ha indicato come punto critico la politica ambientale, settore in cui "l'Europa, e l'Italia in particolare, hanno già fatto fin troppo" e per il quale serve una visione di lungo periodo "basata sull'innovazione e non sui sussidi o siu divieti".

Per questo Squinzi ha chiesto una "moratoria nell'introduzione di nuove normative europee ed italiane che abbiano impatto sui costi". "Non c'è nulla di scandaloso in una moratoria di questo tipo", ha detto. "Credo sia giunto il momento di dire basta alla sindrome dei primi della classe: l'Europa non può continuare a fare salti mortali in avanti da sola, e tanto meno l'Italia".