5 febbraio 2015 / 10:11 / tra 3 anni

Italia, in 2015 ripresa fragile e deflazione, meglio in 2016 -Ue

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - L‘Italia tornerà a crescere ad inizio 2015, con una ripresa che sarà tuttavia “fragile”.

È quanto dice nelle sue previsioni d‘inverno la Commissione Ue, che per quest‘anno indica una stima di crescita del Pil italiano dello 0,6%, invariata rispetto a quella contenuta nelle time di autunno, pubblicate in novembre.

La crescita del 2015 sarà “sostenuta dall‘export e da un miglioramento solo moderato della domanda interna” si legge nel documento.

Confermata invece la recessione per il 2014, con una stima ora di -0,5%, più pesante rispetto al -0,4% indicato in novembre; per il 2016 invece l‘Ue indica ora una crescita dell‘1,3%, maggiore rispetto a quella precedente di 1,1%.

Il rapporto sottolinea che “un possibile ritardo nella ripresa della domanda esterna rappresenta il rischio principale che grava sulle stime di crescita, mentre la piena realizzazione delle riforme strutturali e del piani di investimenti Ue rappresenta un potenziale elemento positivo verso la fine dell‘orizzonte previsivo”.

2015 RESTA ANNO CRITICO

Bruxelles di fatto certifica però anche la discesa dell‘Italia in deflazione, sotto il peso del calo dei prezzi dell‘energia, con una stima di -0,3% nel 2015 (dal precedente +0,5%) per l‘indice armonizzato dei prezzi al consumo, che tuttavia dovrebbe tornare saldamente in territorio di crescita l‘anno prossimo (+1,5% la stima per il 2015 da +2% precedente). L‘inflazione core rimarrà positiva anche nel 2015.

D‘altra parte quest‘anno la situazione dovrebbe rimanere critica anche sul fronte occupazionale, dove non si vedono segnali di miglioramento: la Commissione vede ora un tasso di disoccupazione al 12,8% nel 2015 (da 12,6% della precedente stima), ovvero sugli stessi livelli del 2014; solo nel 2016 è proiettato un lieve miglioramento, con un tasso in discesa al 12,6%.

UE VEDE CORREZIONE STRUTTURALE 0,25% IN 2015

Sul fronte dei conti pubblici, le stime confermano un deficit/Pil al 3% nel 2014; il calo della spesa per interessi permetterà invece al deficit, aiutato dalla minor spesa per interessi, di scendere al 2,6% quest‘anno, stima quest‘ultima rivista al ribasso rispetto al 2,7% indicato in novembre.

Il rapporto è stimato in ulteriore calo al 2% nel 2016.

Il deficit strutturale è indicato allo 0,9% del Pil l‘anno scorso (stima invariata rispetto a novembre), in discesa allo 0,6% nel 2015 e di nuovo in lieve aumento l‘anno prossimo, allo 0,8%.

“Il bilancio strutturale è visto in miglioramento di un quarto di punti percentuale di Pil nel 2015” nota Bruxelles.

Il debito pubblico è atteso in calo a partire dal 2016, con una stima del 133,0% del Pil per quet‘anno e al 131,9% per il prossimo.

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