PUNTO 1-Italia, su conti poco margine, deficit vicino a 3% -Dombrovskis

martedì 27 gennaio 2015 15:52
 

(aggiunge fonte, background, dettagli)

BRUXELLES, 27 gennaio (Reuters) - Il margine di flessibilità dell'Italia sui conti pubblici è limitato perché il rapporto tra deficit e Pil è già vicino alla soglia europea del 3%.

Lo ha detto il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis.

"Il margine di manovra per l'Italia è limitato perché il deficit è vicino al 3%. Gli stati non possono andare oltre il 3%, anzi devono mantenere margini di sicurezza appropriati al di sotto del 3% del Pil e probabilmente questo sarà uno dei fattori limitanti nel caso dell'Italia", ha affermato Dombrovskis.

Con le recenti regole Ue in tema di flessibilità è stata introdotta una clausola sugli investimenti che permette ai paesi con un deficit inferiore al 3% del Pil di effettuare investimenti per il rilancio dell'economia giovandosi di una riduzione dell'aggiustamento strutturale richiesto. Ma con i maggiori investimenti non si può comunque superare il 3%. L'Italia, secondo le ultime previsioni economiche della Commissione Ue, nel 2015 avrà un deficit del 2,7% del Pil, e quindi avrebbe un margine di azione tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Le nuove previsioni della Commissione saranno pubblicate il prossimo 5 febbraio.

Sinora l'Italia non ha avanzato alcuna richiesta per l'attivazione della clausola per gli investimenti, spiega una fonte della Commissione europea.

"L'Italia non ha richiesto l'attivazione nel 2015 della clausola per gli investimenti nè nei documenti inviati alla Commissione fino a venerdì scorso in vista delle previsioni economiche di inverno, nè nel corso della riunione dei ministri delle finanze della zona euro, svoltasi ieri a Bruxelles" riferisce la fonte. "Il momento più appropriato per sollevare la questione sarebbe stato quello dello scambio dei documenti conclusosi venerdì scorso" aggiunge la fonte.

Pier Carlo Padoan, a margine dell'Eurogruppo, ha detto che l'Italia sta ragionando sulle ipotesi per sfruttare al meglio questa flessibilità.

Resta valida la possibilità per l'Italia e gli altri stati Ue di contribuire nel 2015 al capitale del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis). Tali contributi non sarebbero tenuti in conto ai fini della disciplina di bilancio Ue su deficit e debito. Non c'è però garanzia che i fondi investiti direttamente nel Feis siano poi spesi in progetti nei paesi finanziatori.

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