29 dicembre 2014 / 11:50 / 3 anni fa

Italia, Intesa SP taglia stima Pil 2015 ma possibile sostegno da greggio, euro

* Stima crescita 2015 Italia a +0,4% da +0,6%

* Da calo petrolio e euro effetto stimato +0,3%

* Attesa contrazione investimenti 0,5% in 2015

* Inflazione prossimo anno prevista a 0,3%

MILANO, 29 dicembre (Reuters) - L‘economia italiana crescerà nel 2015 solo dello 0,4%, a cui si potrebbe agggiungere un effetto positivo derivante da euro debole e prezzi petroliferi in calo, stimato in uno 0,3% per l‘anno prossimo.

È quanto prevede Intesa Sanpaolo in un report sullo scenario economico, in cui viene tuttavia tagliata la precedente stima dello 0,6% sul Pil italiano, risalente a settembre.

Il report spiega che l‘effetto positivo potrebbe essere più ampio, ed estendersi anche al 2016, nel caso di ulteriore accentuazione del recente calo dell‘euro e delle materie prime: si stima che uno shock simultaneo del 10% su cambio e Brent avrebbe un impatto di 0,5% sulla crescita media del Pil dopo un anno (anche se, si sottolinea, tale impatto rientrerebbe quasi interamente nell‘anno successivo).

Il taglio della stima di crescita sul 2015, su cui peraltro non mancano rischi al ribasso, viene spiegato da Intesa Sanpaolo sia con la revisione dei dati di contabilità nazionale 2013-14 operata dall‘Istat sia dal “minor ottimismo” sull‘ultimo trimestre 2014, con il ritorno in positivo dell‘attività economica su base congiunturale rimandato “nella migliore delle ipotesi” a inizio 2015.

“La nota più dolente” del 2015, prosegue il report, sarà la mancata ripresa degli investimenti, attesi ancora in contrazione (dello 0,3%), per il settimo anno consecutivo.

“Quella che ci attendiamo (...) è, più che una vera ripresa, una stabilizzazione dell‘attività economica dopo anni di calo (...). Per un recupero congiunturale maggiormente degno di questo nome (dell‘ordine dell‘1%) occorrerà attendere almeno il 2016” si legge.

POSSIBILE SOSTEGNO DA BCE E POLITICA FISCALE

Tuttavia l‘ufficio studi di Intesa non manca di segnalare ulteriori elementi potenzialmente positivi per la crescita italiana, a partire dalla linea sempre più espansiva della Bce. Intesa stima ora una probabilità superiore al 50% che entro il primo trimestre 2015 Francoforte estenda gli acquisti a titoli di Stato e corporate bond.

Per il 2015, poi, è attesa una politica fiscale “lievemente espansiva”: tenendo conto delle incertezze sull‘evoluzione della politica fiscale, l‘impatto positivo è calcolato in uno 0,1% del Pil. Tale dato, si spiega, potrebbe essere amplificato dagli effetti delle riforme strutturali, ma soprattutto dalla prosecuzione del pagamento degli arretrati della PA. Anche in questo caso, sulla base di ipotesi prudenziali dettate dalle incertezze sulle decisioni di investimento delle imprese, il contributo positivo per il 2015 viene stimato in uno 0,1%.

Per quel che riguarda l‘inflazione, secondo gli economisti di Intesa, anche nel 2015 si manterrà “solo di poco superiore allo zero”, con un stima di 0,3%.

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