28 novembre 2014 / 11:49 / tra 3 anni

Grecia, si torna a spendere con i prezzi che continuano a cadere

di Angeliki Koutantou

ATENE, 28 novembre (Reuters) - Da Electroniki, la catena greca di negozi specializzati nella vendita di elettrodomestici, una lavatrice costava 497 euro sei anni fa. Oggi si vende a 356 euro.

Come la maggior parte dei gruppi greci, Electroniki ha tagliato i prezzi per venire incontro ai consumatori colpiti dalla recessione. “Piccoli elettrodomestici, grandi sconti”, si legge sui volantini che tappezzano le porte di un negozio.

“Non possiamo evitare di tagliare i prezzi”, dice l‘amministratore delegato di Electroniki, Yannis Stroutsis. “Le persone evitavano di fare acquisti perché ignoravano se, di lì a sei mesi, avrebbero ancora avuto un lavoro”.

La Grecia è passata attraverso 20 mesi di deflazione: i prezzi al consumo scendono invece di salire e questo è un fenomeno che, dicono gli economisti, a lungo andare può compromettere la stabilità della Zona euro. Nel mese di ottobre i prezzi sono scesi dell‘1,7% su base annua.

Eppure, l‘allarme per la bassa inflazione che circola in altri Stati del Sud Europa non trova una grande eco in Grecia.

“Il periodo di deflazione non è stato un problema per l‘economia greca, piuttosto un sollievo per le famiglie in difficoltà”, dice Nickos Magginas, un economista di National Bank, la più grande banca del Paese.

Gli economisti sostengono che i prezzi in Grecia sono rimasti per lungo tempo su un livello irragionevolmente alto. I prezzi al consumo sono saliti del 17% in più che nella media dell‘Eurozona tra 1995 e 2010.

Ora, invece, il calo dei prezzi stimola i consumi e rende più competitivi i beni prodotti per il mercato estero.

Senza dubbio una continua deflazione renderebbe più difficile per Atene continuare a rimborsare il più alto debito pubblico in rapporto al Pil della Zona euro.

Tuttavia, ora che l‘aggiustamento macroeconomico è in larga parte avvenuto, gli economisti sostengono che i prezzi dovrebbero tornare a crescere. Anche perché i greci, a differenza dei loro cugini italiani, tradizionalmente hanno un‘alta propensione a spendere.

I dati della banca centrale di Atene mostrano che, tra il 2000 e il 2010, i greci hanno speso il 71% del Pil in consumi privati, la media nell‘Eurozona è il 57%. È comune che in Grecia le banche forniscano prestiti per andare in vacanza.

Stroutsis dice che ora le imprese hanno opportunità da sfruttare. Un esempio: due settimane fa Electroniki ha offerto un televisore Samsung da 28 pollici più un cellulare gratis a 199 euro. Ne sono volati via 1.000 dagli scaffali.

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