Italia, timida ripresa in 2015, solo Cipro farà peggio - Ue

martedì 4 novembre 2014 11:01
 

MILANO, 4 novembre (Reuters) - Il 2014 sarà il terzo anno consecutivo di contrazione per l'economia italiana, che non darà segno di ripresa fino alla prima parte dell'anno prossimo quando si gioverà del miglioramento della domanda estera.

Severo ma allineato a quello dei principali osservatori nazionali e non, governo in testa, il giudizio viene dalla Commissione europea.

Le stime d'autunno pubblicate questa mattina portano a -0,4% dall'ormai datatissimo +0,6% dell'aprile scorso la proiezione sul prodotto interno lordo di quest'anno. Dimezzata l'attesa sulla crescita 2015, ridotta a 0,6% da 1,2%, mentre la prospettiva sul 2016 è di 1,1%.

Favorito dal deprezzamento del cambio, il progresso della domanda estera dovrebbe favorire la ripresa degli investimenti in beni strumentali, mentre il settore costruzioni dovrebbe ripartire più in ritardo. I consumi, prosegue la Commissione, beneficieranno invece delle misure di stimolo previste dalla bozza della legge di stabilità.

Per l'anno in corso la Nota di aggiornamento al Def del mese scorso ha portato la stima del governo sul Pil 2014 a -0,3% da +0,8%.

Quanto sia grave la pagella europea emerge però soprattutto dal confronto con i partner comunitari: tra quelli della sola zona euro peggio dell'Italia dovrebbe fare quest'anno soltanto Cipro e anche nel 2015 il timido +0,6% sarà superiore solo al dato di Nicosia. Una curiosità: la traiettoria da -0,4% quest'anno a +0,6% il prossimo e +1,1% nel 2016 vale secondo Bruxelles sia per l'Italia sia per la Finlandia, che ha appena perso la 'tripla A' di Standard & Poor's.

Sotto la media della zona euro, proiettata a 1,5%, anche la proiezione relativa alla crescita italiana 2016.

"L'economia dovrebbe tornare a espandersi all'inizio del prossimo anno, quando il miglioramento della domanda estera dovrebbe guidare una ripresa che resta fragile" scrivono i commissari.

"Prevedibile che l'inflazione resti contenuta ma leggermente positiva nel 2015, complice il rincaro dei prezzi import. Il deficit dovrebbe portarsi quest'anno a 3% del Pil per poi calare a 2,7% nel 2015, mentre a livello di saldo strutturale la posizione appare sostanzialmente invariata" si legge ancora nel sommario che apre il breve capitoletto dedicato all'Italia.   Continua...