August 11, 2014 / 10:45 AM / 3 years ago

BREAKINGVIEWS-La politica da sola non può rianimare un'Italia in coma

3 IN. DI LETTURA

(L'autore è un editorialista BreakingViews e le sue opinioni sono personali)

di Neil Unmack

LONDRA, 11 agosto (Reuters) - Il segno meno di fronte all'ultimo dato del Pil italiano ci ricorda che la quarta economia d'Europa rimane inchiodata alla recessione.

Raramente il prodotto interno si è mosso in su negli ultimi 15 anni e la flessione dello 0,2% nel secondo trimestre è l'undicesimo calo negli ultimi 12 periodi.

Di fronte a questa situazione Matteo Renzi ha offerto finora riforme politiche, ma per l'economia ci vuole molto altro.

Il focus del premier sul cambiamento delle regole della politica ha certamente un senso economico. L'inefficienza del sistema è uno dei freni maggiori per il business. Un Senato riformato e una nuova legge elettorale potrebbero aiutare.

Per il momento, tuttavia, le modeste riforme economiche di Renzi non hanno prodotto effetti. La speranza che il piccolo taglio delle tasse sul reddito potesse innescare uno "shock da crescita" si è rivelato vano - perché gli italiani hanno paura che il governo non potrà permetterselo a lungo.

Renzi deve fronteggiare piuttosto la sfida che l'assenza di crescita pone ai conti pubblici. Potrà essere costretto a operare nuovi tagli per mantenere il deficit entro il limite del 3% del Pil, vincolante per l'eurozona. E, avendo ritardato le riforme strutturali, Bruxelles potrebbe negargli ogni consistente margine di manovra.

Il paese non riuscirà a rientrare nella corrente economica europea senza altri cambiamenti fondamentali. Il decalogo delle riforme è stato discusso così a lungo che è quasi deprimente ricordarlo; tagliare sul serio la spesa pubblica, ridurre gli sprechi anche nelle pensioni, abbassare le tasse sul lavoro, avviare un nuovo round di riforma del mercato del lavoro e introdurre programmi migliori per aiutare i disoccupati a trovare un impiego, rivedere il sistema giudiziario e quello scolastico.

Su questi fronti quasi nulla accade perché troppi sono ostili al cambiamento sia tra le fila della maggioranza che dell'opposizione. Alcuni compagni di partito di Renzi si sono mossi addirittura nella direzione opposta, cercando di anticipare la pensione per una determinata fascia di insegnanti, remando contro l'ultima seria riforma strutturale, quella delle pensioni nel 2011.

Sul piano tattico la debolezza dell'economia e il ritardo nell'approvazione della nuova legge elettorale hanno ridimensionato la minaccia renziana di nuove elezioni, che finora è stata l'arma più potente per convincere il Parlamento a votare le riforme.

Ma il problema non risiede tanto nella bontà della strategia o delle idee di Renzi. E' che l'Italia non sembra pronta a cambiare.

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