3 luglio 2014 / 15:33 / 3 anni fa

SINTESI - Bce, nuovo calendario consigli per minore volatilità mercati

* nuovo calendario in vigore da 2015: consiglio ogni sei settimane e pubblicazione verbali

* Bce preferisce mercati non si muovano tanto di frequente

* compito Bce tutt'altro che esaurito, se cambia valutazione su prezzi pronta a 'qe'

* tassi fermi e ribadita 'forward guidance'; condizioni nuove operazioni 'tltro'

MILANO, 3 luglio (Reuters) - Riunioni del consiglio non più ogni quattro ma ogni sei settimane e soprattutto diffusione dei verbali del dibattito sui tassi, come è prassi per Federal Reserve, Banca d'Inghilterra e Banca del Giappone.

Queste le novità che la Banca centrale europea si appresta a introdurre da gennaio dell'anno prossimo, quando ai diciotto Paesi della zona euro si aggiungerà la Lituania.

Entrambe da qualche tempo ventilate ma non certo scontate come esito del consiglio odierno, le innovazioni illustrate da Mario Draghi alla stampa nascono con l'intento di ridurre la volatilità generata sui mercati dalle aspettative stesse di intervento - o non intervento - della banca centrale.

Tassi dunque confermati dopo l'ultimo pacchetto di misure espansive del mese scorso, come ampiamente previsto , ma immagine almeno in parte rinnovata per un'Eurotower il cui ruolo, garantisce Draghi, è tutt'altro che esaurito.

Il quadro delle condizioni macro sulla zona euro è forse ancora più sintetico del consueto: rischi al ribasso sulla crescita, inflazione anemica in graduale ripresa soltanto dall'anno prossimo e un livello del cambio che può pericolosamente compromettere proprio le prospettive sui prezzi.

Molto più interessante invece il ragionamento sulle origini delle novità nel calendario, che parla in maniera esplicita di come e quanto la Bce sia sempre più sensibile agli umori dei mercati e al conseguente atteggiamanto degli investitori.

"Dobbiamo domandarci se è davvero il caso che si creino ogni mese aspettative di intervento, tenendo presente che sono le aspettative stesse a innescare determinati comportamenti sui mercati e si tratta spesso di reazioni che non hanno nulla o molto poco a che fare con i fondamentali. Si possono così a venire a creare aspettative che si autoalimentano con conseguenze sui mercati" avverte.

In una fase per la zona euro indubbiamente delicata e dalle molteplici criticità economiche ma anche finanziarie, in cui proseguono le difficoltà del mercato creditizio, l'istituto centrale tiene le antenne ben dritte.

"Non riteniamo certo che il nostro compito sia esaurito ed è lungi dall'esserlo. Posso ribadire che il consiglio governativo è unanime e i tassi verranno mantenuti sui livelli attuali per un periodo prolungato alla luce dello scenario previsto per l'inflazione. Se fosse necessario, il consiglio è unanime anche nell'impegno per l'introduzione di misure al di fuori di quelle standard per far fronte al rischio di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione".

Nessun dettaglio concreto però su eventuali piani di 'quantitative easing', salvo un nuovo piuttosto generico richiamo ai titoli 'abs', che potrebbero essere i primi asset sulla lista degli acquisti Bce.

Ben prima che con la nuova tabella di marcia di riunioni e minute l'agenda Bce si vivacizza comunque, ricorda Draghi, già subito dopo l'estate.

Sono infatti fissate per il 18 settembre poi l'11 dicembre le prime due operazioni 'ltro' dalle nuove caratteristiche 'mirate' ('targeted'), ovvero studiate in modo che i fondi non restino in portafoglio alle banche o vengano investiti in titoli di stato ma vadano a dare ossigeno all'economia reale.

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