Italia, anche con peggioramento stime Pil nessuna manovra correttiva-Padoan

martedì 1 luglio 2014 08:52
 

MILANO, 1 luglio (Reuters) - Se la crescita 2014 dovesse risultare più debole dell'attuale proiezione di 0,8%, "è chiaro" che si vedrà un impatto sui conti pubblici ma non ci sarà nessuna manovra correttiva.

Lo dice nel primo giorno della presidenza italiana della Ue, in un'intervista al Sole24ore, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che sul tema della flessibilità insita nelle regole di bilancio europee sottolinea che l'Italia "mette sul tavolo proposte concrete per far ripartire e accelerare la crescita" sulla base di tre pilastri: riforme strutturali, maggiore integrazione dei mercati e investimenti.

Nell'ultimo vertice europeo, spiega Padoan, non si è parlato in particolare di Italia, perché "forti dei nostri conti e delle riforme strutturali avviate e programmate non andiamo con il cappello in mano a chiedere favori o deroghe individuali".

L'immagine di un Paese forte, che si fa rispettare e non chiede elemosine in Europa, è quella usata da Matteo Renzi al termine del consiglio europeo della settimana scorsa.

"Il tema è quali riforme servano per dare un beneficio a tutti i paesi membri"; tra queste l'Italia tornerà a proporre, dice il ministro, l'utilizzo di strumenti come i 'project bond' per il finanziamanto di infrastrutture.

"Non è all'ordine del giorno", invece, l'ipotesi di "union bond" lanciata ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio.

Tornando all'economia italiana, il ministro dice di voler aspettare i dati reali del secondo trimestre prima di porsi il problema di aggiornare le stime sull'anno. "E' chiaro che se il Pil è più debole del previsto ci sono implicazioni per i conti pubblici". "No" è però la risposta secca alla domanda se sarà necessaria una manovra correttiva.

Padoan dice infine di avere ancora fiducia nell'effetto sui consumi del bonus di 80 euro recentemente introdotto dal governo. "Aspettiamo a fare i conti. Quando crescerà la convinzione che la riduzione delle tasse è permanente, aumenterà anche la propensione al consumo".

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