Cina, Fmi taglia stime crescita 2015 ma sollecita focus riforme

giovedì 5 giugno 2014 11:19
 

PECHINO, 5 giugno (Reuters) - Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso la propria previsione di crescita per la Cina nel 2015 a circa il 7% dal 7,3% precedente ma ha invitato le autorità a concentrarsi sul controllo dei rischi finanziari piuttosto che su nuove misure di stimolo dell'economia.

Per l'organismo guidato da Christine Lagarde, Pechino deve rispettare gli impegni in tema di riforme volte a correggere gli squilibri della propria economia tra le quali il Fmi include uno yuan "moderatamente sottovalutato".

In particolare il Fondo ritiene che ci siano le condizioni perchè la Cina faccia un nuovo passo nella direzione della liberalizzazione dei tassi di interesse, posizione che contraddice l'opinione espressa da alti funzionari cinesi secondo i quali il Paese non sarebbe ancora pronto per questo passaggio.

Secondo il Fmi la crescente dipendenza della Cina dal debito e dall'investimento in aree come il settore immobiliare per dare slancio alla propria economia constituiscono una minaccia più grande del rallentamento della crescita.

Quindi per il numero due del Fondo David Lipton, a meno che non ci sia il rischio di non centrare l'obiettivo di crescita ufficiale del governo del 7,5% per quest'anno, non sono necessarie nuove misure di sostegno della crescita.

"Le vulnerabilità sono aumentate a tal punto che contenerle dovrebbe essere la priorità", ha sottolineato, aggiungendo che il Fondo ritiene che la Cina sia in grado di raggiungere l'obiettivo di crescita di quest'anno.

Il Fondo ha abbassato la stima di crescita anche per l'anno prossimo dal 7,3% a circa il 7%, livello ritenuto realistico da Lipton se la Cina implementa riforme finanziarie di ampio respirto come ha promesso di fare.

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