3 giugno 2014 / 17:23 / tra 3 anni

PUNTO 1-Privatizzazioni, Padoan conferma obiettivo 0,7% Pil all'anno

* Il ministro dell‘Economia parla alla stampa estera a Roma

* Serve valutazione qualitativa finanza pubblica Stati Ue

* Europa a bivio tra vivacchiare o spingere sviluppo con riforme

* Semestre italiano punterà su finanza per la crescita (Aggiunge altre dichiarazioni contesto)

di Giselda Vagnoni

ROMA, 3 giugno (Reuters) - Il governo conferma l‘obiettivo di incassare con le privatizzazioni 0,7 punti di Pil all‘anno.

Lo ha detto il ministro dell‘Economia, Pier Carlo Padoan, illustrando alla stampa estera gli obiettivi del semestre di presidenza italiana dell‘Unione europea che inizierà il primo luglio.

“Alcune privatizzazioni sono già partite, come Poste ed Enav. Altre verranno da qui a fine anno. Riteniamo che la cifra di 0,7 punti sia tuttora valida”, ha detto il ministro.

Le stime del Tesoro sul debito pubblico includono, per gli anni 2014-2017, i proventi da privatizzazioni per un ammontare pari a circa lo 0,7% di Pil all‘anno.

Senza le dismissioni la dinamica del rapporto debito/Pil non rispetta il Fiscal compact, il nuovo Patto di stabilità europeo.

Il programma italiano di privatizzazioni è stato definito ambizioso sia dalla Banca d‘Italia sia dalla Commissione Ue.

Quest‘ultima ha chiesto ieri al governo di Roma, impegnato a rilanciare i consumi e gli investimenti per aumentare il tasso di crescita dell‘economia, “sforzi addizionali” sul bilancio 2014 per ridurre il deficit strutturale.

La Commissione, che è in uscita, non si è spinta, però, a bocciare formalmente il rinvio al 2016 del pareggio di bilancio strutturale deciso dal governo di Matteo Renzi e ne ha apprezzato l‘impegno riformatore.

Il giudizio dell‘esecutivo di Bruxelles è sembrato il risultato di un compromesso tra la necessità di mantenere la linea sul consolidamento dei conti pubblici e il bisogno di prestare attenzione al messaggio di insoddisfazione per le politiche Ue emerso dal voto del 25 maggio per l‘Europarlamento.

“In questi ultimi 7 anni l‘Unione europea ha contrastato la crisi con risposte a tutto campo ma manca un dibattito non ideologico sulla crescita e una politica per l‘occupazione”, ha detto Padoan.

“L‘Italia e l‘Europa sono davanti a un bivio: vivacchiare, creare poco lavoro e far aumentare le manifestazioni di malcontento o accelerare la crescita. La differenza la fa la politica economica in Italia e in Europa. Decidere dove andare è nelle mani dei policymakers”.

SFRUTTARE MEGLIO I MARGINI DI FLESSIBILITA’

Il punto centrale, secondo l‘ex capo economista dell‘Ocse, è introdurre una “valutazione qualitativa” sui conti pubblici dei singoli Stati.

“E’ da superare il dibattito sterile tra austerity sì e austerity no. Non si può continuare a ignorare il valore qualitativo delle riforme che hanno un impatto su deficit e debito, e fermarsi allo zero virgola”, ha aggiunto.

“Questo sta già nelle regole europee nel Six Pack [una serie di misure volte a rafforzare le procedure per ridurre i deficit pubblici e affrontare gli squilibri macroeconomici all‘interno dell‘Ue]. Queste regole vanno sfruttate meglio”.

Già in passato Renzi ha detto che l‘Italia vuole proporre un progetto per riconoscere incentivi di bilancio agli Stati membri che definiscono e attuano un piano di riforme.

All‘obiezione che le riforme annunciate dal governo entrato in carica a fine febbraio non sono state attuate se non in minima parte Padoan ha risposto secco: “Vediamoci tra 6 mesi”.

Padoan, che incontrerà giovedì il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, ha detto che sarebbe nell‘interesse della Germania ridurre uno squilibrio eccessivo nel surplus di parte corrente stimolando “gli investimenti a casa” attraverso una maggiore liberalizzazione del comparto servizi.

“Crescerebbe di più la Germania e i Paesi che con lei hanno rapporti economici”, ha detto il ministro.

IL SEMESTRE BREVE

Padoan riconosce che il semestre italiano “è molto breve essendo estivo” e rischia di essere un periodo di transizione tra la vecchia e la nuova commissione che, prevede il ministro, potrebbe non insediarsi prima di inizio 2015.

I tre capitoli principali dell‘agenda del semestre italiano saranno: mercato interno ed Europa 2020; riforme strutturali; finanza per la crescita “dove l‘idea è cercare di attivare meccanismi di sinergia tra incentivi pubblici e risorse private per favorire investimenti a lungo termine”.

“Su questi temi italia intende aprire un dibattito che possibilmente si traduca in risultati immediati e che oltre a ciò predisponga il terreno per la nuova commissione che si insedierà all‘inizio del prossimo anno”.

L‘obiettivo è quindi quello di mettere il focus su crescita e occupazione fermo restando che il consolidamento dei conti pubblici va preservato perchè il sentimento benevolo dei mercati che ha fatto scendere lo spread tra Italia e Germania in area 160 punti da oltre 500 nel 2011 non può essere preso per “scontato ed eterno”.

L‘irruenza del giovane Renzi può essere un problema? chiede un giornalista. “Renzi è più irruente di me questo però non è una difficoltà ma una fonte di divertimento”, ha detto Padoan.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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