15 maggio 2014 / 11:04 / 3 anni fa

PUNTO 3-Italia, Pil torna in contrazione in trim1, rischi al ribasso per 2014

* Pil trim1 -0,1% congiunturale, stime +0,2%

* Crescita acquisita per 2014 -0,2%

* Ora rischi al ribasso per Pil 2014

* Pil zona euro +0,2% su trimestre, inferiore ad attese (aggiunge stima Def su Pil, aggiorna quotazioni mercati)

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 15 maggio (Reuters) - Delude l'andamento del Pil italiano nel primo trimestre di quest'anno, tornato in contrazione dopo il segno positivo dell'ultima frazione del 2013.

La speranza dell'avvio di una fase stabile di ripresa, per quanto modesta, si attenua con un imprevisto dato negativo che prefigura rischi al ribasso per l'intero anno. Prima del dato odierno il consensus era in area 0,6%, comunque al di sotto dello 0,8% previsto dal governo.

"Anche ipotizzando un rimbalzo significativo già dal trimestre in corso, il Pil 2014 potrebbe risultare a fine anno inferiore alle attuali stime di consenso. Tuttavia il dato non mette a nostro avviso a rischio la prospettiva di una ripresa dell'attività economica nei restanti trimestri dell'anno" commenta Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

Secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio il calo non è sorprendente: starebbe invece proprio alla base delle misure espansive decise dal governo Renzi sull'Irpef. Anche se nel recente Def il governo prospettava "un moderato aumento del Pil nel primo trimestre e una ripresa più sostenuta nei trimestri successivi".

I numeri preliminari diffusi stamane dall'Istat indicano un Pil in calo dello 0,1% in termini congiunturali, mentre in termini tendenziali la flessione è stata dello 0,5% (contro attese a +0,2% e -0,1%). Tra ottobre e dicembre 2013 il Pil è cresciuto dello 0,1% trimestrale, con una flessione annua dello 0,9%.

"Il calo congiunturale è la sintesi di un incremento del valore aggiunto nel settore dell'agricoltura, di un andamento negativo nell'industria e di una variazione nulla nel comparto dei servizi" spiega la nota Istat, che pubblicherà i dati finali, comprensivi delle singole componenti, il prossimo 10 giugno.

La variazione del Pil acquisita per il 2014 è pari a -0,2%, aggiunge l'istituto di statistica.

"Sicuramente questo -0,1% è un numero a sorpresa rispetto a quello che hanno indicato le survey, sia quelle sui consumatori sia quelle sulle imprese, manifatturiere e dei servizi", commenta l'economista di Barclays Fabio Fois, sottolineando che un campanello d'allarme era stato suonato dai numeri di produzione industriale del primo trimestre, che comunque lasciavano margine per prevedere un rialzo del Pil.

Piazza Affari ha da subito reagito negativamente al dato Istat con l'indice Ftse Mib che da positivo è passato in negativo, arrivando a perdere oltre il 3%. Lo spread Btp/Bund, saldo in una prima fase della seduta, è peggiorato, anche per indicrezioni poi smentite circa una tassazione retroattiva dei capital gain sui titoli di Stato greci. Il differenziale è salito sino a 185 pb, oltre 30 pb rispetto all'apertura di stamane. In chiusura l'indice Ftse Mib ha ceduto il 3,6%, mentre lo spread si è attestato a 177 pb.

STAGNAZIONE IN SERVIZI, CALO IN COSTRUZIONI

Nel primo trimestre del 2014 la produzione italiana è risultata complessivamente in aumento dello 0,3%, ma con una flessione dello 0,4% in febbraio e dello 0,5% in marzo.

Il dato del Pil "è molto deludente, segna un ingresso debolissimo nell'anno e che avrà ripercussioni, sinceramente non atteso" concorda l'economista di UniCredit Loredana Federico, che cita tra le sorprese negative la stagnazione del settore servizi e una contrazione più ampia del previsto per il comparto delle costruzioni nonostante condizioni meteorologiche relativamente miti.

Mameli indica tra le possibili spiegazioni del dato odierno "un'ulteriore caduta, più accentuata del previsto, degli investimenti in costruzioni, eventualmente in aggiunta a un contributo negativo del commercio con l'estero, probabilmente derivante da un calo delle esportazioni verso i paesi extra Ue.

"Inoltre, evidentemente non si è avuto un rimbalzo delle scorte, che avevano contribuito negativamente per quattro decimi al valore aggiunto a fine 2013" aggiunge Mameli.

PIL ZONA EURO SOTTO ATTESE, BENE SOLO GERMANIA

Occorre comunque notare che i numerosi dati di questa mattina sul Pil della zona euro e di diversi singoli Paesi dell'area offrono un quadro complessivamente deludente sulla crescita europea, che appare in gran parte ancora solo tedesca.

Il Pil della Germania si è espanso di uno 0,8% preliminare nel primo trimestre, oltre le attese di un +0,7%, sebbene l'ufficio federale di statistica abbia sottolineato come il dato sia da ricondurre esclusivamente a fattori domestici e in parte anche alle "condizioni meteorologiche estremamente miti".

Non sono invece stati all'altezza delle previsioni i numeri francesi (Pil fermo nel primo trimestre), quelli portoghesi (-0,7%) e quelli dell'intera zona euro (+0,2% su attese per un +0,4%).

RISCHI AL RIBASSO SU STIME 2014

I dati italiani di oggi rischiano comunque di compromettere le prospettive sul secondo trimestre, anche se di fondo resta confermata l'ipotesi di un progressivo consolidamento della ripresa.

"Riteniamo che i deboli dati reali di inizio anno siano destinati ad allinearsi alle indicazioni più positive delle survey nei prossimi trimestri" spiega una nota dell'ufficio studi UniCredit. "È solo questione di tempo anche se, naturalmente, sulla nostra stima di crescita dello 0,9% per il Pil di quest'anno i rischi appaiono ora al ribasso".

Analoga la posizione di Intesa Sanpaolo, che segnala "consistenti rischi verso il basso sulla crescita 2014, che dipende in misura cruciale dall'andamento nel primo trimestre".

-- hanno collaborato Antonella Cinelli, Maria Pia Quaglia, Ilaria Polleschi

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