Italia, con aggiustamento fiscale lieve calo disuguaglianza reddito -Fmi

giovedì 13 marzo 2014 17:30
 

MILANO, 13 marzo (Reuters) - Nel periodo 2008-2012 le misure di risposta alla crisi finanziaria progressivamente messe a punto dalle autorità italiane in materia di tassazione, tagli alla spesa e oneri sui redditi disponibili e consumi hanno determinato una chiusura molto modesta nella forbice tra redditi.

Lo sostiene il Fondo monetario internazionale in coda al più recente rapporto 'Fiscal Policy and Income Inequality' presentato oggi a Washington.

Dedicato all'analisi delle ricadute della politica fiscale sul reddito disponibile e sul divario tra classi abbienti e non il documento di una cinquantina di pagine si sofferma principalmente sul periodo 1970-2010.

Rari i riferimenti specifici all'Italia salvo nell'ultima appendice, in cui si guarda agli effetti dei provvedimenti post-crisi adottati nel periodo 2008-2012 da una rosa di nove Paesi Ue.

"Anche in Italia lo sforzo di correzione si è incentrato su una moderata progressiva riduzione dei salari del settore pubblico e della spesa pensionistica. L'impatto sul reddito disponibile delle famiglie è tuttavia limitato, dal momento che si è intervenuti su una piccola parte dei contribuenti" scrive il Fondo nel breve paragrafo dedicato all'Italia dopo la disamina dei ben più clamorosi casi Grecia e Spagna.

Con un valore intorno a 1% di minor reddito disponibile, l'Italia figura infatti al livello più contenuto tra i nove Paesi del campione nell'istogramma che misura l'impatto delle misure post-crisi sullo standard di vita e sul reddito delle famiglie e sullo standard. A guidare la classifica delle economie più colpite è la Grecia, seguita dalla Lettonia e dalla Romania. Quarto il Portogallo, quinta la Spagna, sesta la Lituania, settima l'Estonia e ottavo il Regno Unito.

Il mix delle misure correttive varate da Roma - in questo caso in linea ad Atene ma anche a Madrid - è dominato da un intervento sulla tassazione dei redditi.

Nel settore del pubblico impiego, ricorda il Fondo, sono stati applicati tagli ai salari pari al 5% oltre i 90.000 euro e al 10% oltre i 150.000 euro.

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