March 11, 2014 / 1:02 PM / 3 years ago

PUNTO 1 -Italia, domanda interna torna positiva mentre governo studia taglio cuneo

6 IN. DI LETTURA

(riscrive, aggiunge commenti, background)

* Istat conferma ritorno a debole crescita in ultima parte 2013

* Export continuerà ad essere principale motore debole crescita in 2013

* Economisti: con intervento pro-lavoratori effetti limitati ma immediati

di Elvira Pollina

MILANO, 11 marzo (Reuters) - L'economia italiana è tornata a una timida crescita nell'ultimo trimestre del 2013 che, per la prima volta dopo oltre due anni di recessione, mostra un contributo positivo della domanda nazionale unito a quello dell'export.

Lo spaccato delle componenti del Pil italiano del quarto trimestre, diffuso stamane da Istat, arriva mentre il governo studia le modalità del taglio del cuneo fiscale.

Un intervento da dieci miliardi di euro che, secondo l'orientamento di Palazzo Chigi, dovrebbe concentrarsi sull'Irpef dei redditi più bassi, incontrando la critica di Confindustria che invoca una riduzione degli oneri fiscali sulle imprese.

Nelle intenzioni dell'esecutivo, che dovrebbe finanziare la misura interamente con tagli alla spesa, sembra esserci la volontà di dare una spinta ai consumi delle famiglie, che in questi anni di stretta fiscale, accompagnata dall'aumento della disoccupazione, ai massimi dal 1977, hanno visto falcidiare il proprio reddito disponibile.

"Concentrare gli sgravi in un'unica direzione, scegliendo tra lavoratori o imprese, è una scelta a mio avviso, giusta, perché si evita di disperdere le risorse", commenta Giada Giani, economista di Citi.

"Tendenzialmente intervenire sui redditi ha un minore effetto moltiplicatore, ma nella fattispecie, sembra che tutto dovrebbe concentrarsi sui lavoratori a reddito più basso, con una propensione alla spesa molto alta", prosegue Giani, secondo cui si potrebbe notare un impatto di "qualche decimale di punto sui consumi".

Nell'ultimo trimestre dell'anno, per il quale è stata confermata una crescita congiunturale dell'economia pari allo 0,1% (da -0,1% nel terzo trimestre), la spesa delle famiglie residenti ha registrato una variazione nulla, mentre su base annua si è contratta dell'1,4%, a fronte di un calo tendenziale del Pil dello 0,9%.

Gli investimenti fissi lordi, che a perimetro annuo hanno subìto un calo del 2,4%, su base congiunturale si sono riaffacciati in territorio positivo, segnando +0,1% (-0,1% nel terzo trimestre).

Completano il quadro la domanda estera (+0,3% congiunturale, +1,2% su anno da rispettivi -0,1% e +1,0%), e la variazione netta delle scorte (-0,4% congiunturale da +0,2% nel terzo trimestre).

"Nel complesso, i numeri di oggi danno supporto allo scenario di una lieve ripresa dell'economia per quest'anno", commenta Fabio Fois, economista di Barclays, secondo cui anche quest'anno il principale contributo alla crescita arriverà dall'export.

Rispetto alla scelta della direzione da prendere sul taglio del cuneo fiscale Fois non si sbilancia, limitandosi a riassumerne i pro e i contro.

"Se tagli il cuneo sul lato dell'Irpef, hai un supporto di breve periodo, gli effetti sono immediati anche in considerazione della attuale bassa inflazione", osserva. "Se lo tagli alle imprese, si migliora la competitività delle imprese nel lungo periodo, ed è un intervento più strutturale".

Ripresa in Ritardo, Riforme Urgenti

Tornando ai numeri, Istat ha migliorato lievemente migliorato la media annua del Pil destagionalizzato per l'anno scorso, portandola a -1,8% da -1,9% della prima lettura, da confrontarsi con il -2,4% del 2012.

Nelle stime della Commissione Europea, del Fondo monetario e dell'Ocse, quest'anno l'Italia, cui Bruxelles resta ferma nel richiedere di contenere il deficit a fronte di un debito ormai oltre il 130% sul Pil, dovrebbe segnare una crescita dello 0,6%, mentre le ultime stime ufficiali, diffuse quando al ministero dell'Economia sedeva ancora Fabrizio Saccomanni, indicavano una crescita dell'1,1%. Ma il neo-ministro Pier Carlo Padoan a margine dell'Eurogruppo ha scelto di fare riferimento più ai numeri comunitari che a quelli del precedente governo.

"Al di là dei timidi segnali di miglioramento evidenziati nel quarto trimestre, non possiamo dimenticare come la ripresa in Italia si sia materializzata in maniera più tenue e in ritardo rispetto a quanto avvenuto in altri Paesi della zona euro", osserva Giani.

In termini congiunturali nel quarto trimestre il Pil è aumentato d dello 0,4% in Germania e dello 0,3% in Francia, cresciuti in termini tendenzaili rispettivamente dell'1,4% e dello 0,8%.

Nell'area euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nel confronto con lo stesso trimestre del 2012.

Restano, dunque, prioritarie una serie di riforme, peraltro annunciate dal neo premier Matteo Renzi, che puntano a semplificare la macchina della pubblica amministrazione e la normativa del lavoro, rivedendo il sistema di ammortizzatori sociali.

"Le riforme proposte da Renzi vanno nella giusta direzione, e vanno fatte. Bisogna migliorare il contributo della domanda domestica, attrarre investimenti dall'estero ed aumentare la competitività delle imprese italiane", sottolinea Fois.

- ha collaborato Antonella Cinelli

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