3 marzo 2014 / 08:49 / 4 anni fa

Italia, manifattura frena crescita oltre attese a febbraio

MILANO, 3 marzo (Reuters) - A febbraio l‘attività del settore manifatturiero italiano ha rallentato più delle attese ma si è confermata in espansione per l‘ottavo mese consecutivo, grazie al forte incremento dei nuovi ordini destinati al mercato estero.

E’ quanto emerge dall‘indagine congiunturale condotta da Markit tra i direttori acquisti di categoria.

L‘indice Pmi manifatturiero (Purchasing Managers‘Index), barometro dell‘attività di un settore che vale il 19% dell‘economia italiana, ha registrato una frenata a 52,3 da 53,1 di gennaio.

Si tratta del livello più basso da tre mesi, inferiore peraltro alle attese che convergevano su una decelerazione meno marcata a 52,8.

L‘indice resta comunque decisamente oltre la soglia dei 50 punti, spartiacque tra crescita e contrazione.

“Aumentano i livelli di nuovi ordini ricevuti e, nonostante sia diminuito dal recente record di dicembre, il tasso di espansione è rimasto elevato”, si legge in una nota di commento di Markit.

“A causare ciò - prosegue la nota - è stato il forte e più veloce aumento dei nuovi ordini ricevuti da parte dei clienti esteri, che continuano ad salire dall‘inizio del 2013”.

Resta in crescita, ma rallenta al minimo da novembre quando era tornato ad espandersi, il sottoindice relativo ai livelli occupazionali, che frena a 50,5 da 51,6 di gennaio.

Il settore manifatturiero, comunque, conferma un andamento sin qui più confortante rispetto a quello dei servizi, evidentemente più legato alla domanda interna che, fiaccata da due anni di recessione, resta estremamente debole.

L‘indagine gemella, sempre a cura di Markit, sul comparto terziario ha evidenziato un timido ritorno alla crescita lo scorso ottobre, per poi sconfinare nuovamente in territorio negativo nei tre mesi successivi. I numeri relativi a febbraio verranno resi noti dopodomani.

Stabilizzatasi nel corso dell‘estate dopo oltre due anni di recessione, l‘economia italiana è tornata a una marginale crescita nell‘ultima parte dell‘anno, anche se di un anemico 0,1%. Il 2013 si chiuso comunque con una flessione del Pil dell‘1,9% seguita al -2,5% del 2012.

Per l‘anno in corso, Fmi, Ocse e Commissione Ue prevedono una crescita del Pil pari allo 0,6%.

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