8 gennaio 2014 / 11:52 / 4 anni fa

PUNTO 2-Italia, tasso disoccupazione sale a 12,7%, nuovo record da 1977

* Disoccupati aumentano di 57.000 unità su mese, +351.000 su anno

* Record negativo anche per disoccupazione giovanile, al 41,6%

* Per economisti debolezza mercato lavoro proseguirà in 2014

di Elvira Pollina

MILANO, 8 gennaio (Reuters) - Nuovo record per il tasso di disoccupazione in Italia a novembre mese in cui, secondo i numeri diffusi stamane da Istat, la percentuale dei senza lavoro è salita al 12,7%, il livello più alto registrato dal 1977 e superiore alle attese degli analisti, che erano per una conferma al 12,5%.

Una percentuale che, a detta degli economisti, è destinata ad aumentare nel corso dell‘anno appena iniziato, che per l‘Italia dovrebbe rappresentare l‘inizio di una lenta e debole ripresa dopo un biennio di recessione.

Nel terzo trimestre 2013 il Pil ha interrotto il ciclo negativo che proseguiva dall‘estate del 2011 e, nelle attese degli analisti, nel periodo ottobre-dicembre l‘economia dovrebbe mostrare una timida espansione, chiudendo comunque l‘anno con una contrazione intorno al 2% dopo il -2,5% del 2012.

“La ripresa è in una fase davvero iniziale e questo non consente nemmeno una stabilizzazione della disoccupazione, che a nostro avviso continuerà a salire, per poi fermarsi verso la fine dell‘anno”, dice Chiara Corsa, economista di UniCredit, che per il 2014 stima una crescita del Pil dello 0,7%.

Sostanzialmente analoga la lettura di Paolo Pizzoli, Ing. “Verosimilmente il picco si raggiungerà a metà anno e poi, gradualmente, assisteremo a una stabilizzazione e a un lento miglioramento del quadro occupazionale”, afferma l‘economista.

Tornando ai numeri odierni, in termini assoluti, emerge che i disoccupati sono aumentati di 57.000 unità rispetto a ottobre, salendo a quota 3.254.000. Rispetto a novembre 2012, le persone senza un impiego sono 351.000 in più.

L‘aumento della disoccupati è legato in misura preponderante alla riduzione degli occupati (-55.000 su mese), ovvero alla perdita di posti di lavoro per la debolezza del ciclo economico e, in particolar modo, della domanda interna.

In seconda battuta, a gonfiare il tasso potrebbe avere contribuito, spiegano gli analisti, la riduzione gli inattivi (-24.000 su mese), che si mettono alla ricerca di un impiego, senza successo, vista la fragilità della situazione economica.

Record negativo anche per la disoccupazione giovanile. Nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, la percentuale dei senza lavoro sul totale degli occupati o di quanti cercano un impiego è salita al 41,6% dal 41,4% di ottobre, in aumento di 4 punti percentuali su anno.

Che il 2013 sia stato un anno particolarmente duro sul fronte occupazione lo testimoniano anche le cifre diffuse dall‘Inps sugli ammortizzatori sociali: nel 2013 per tutte le diverse forme di cassa integrazione le ore autorizzate hanno superato il miliardo.

Nei primi undici mesi dell‘anno sono state presentate circa 1.950.000 domande per Aspi e mini Aspi, le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria.

Tutti numeri che fanno salire la pressione sull‘esecutivo guidato da Enrico Letta, che sta lavorando con i partner di maggioranza alla messa a punto del programma per quest‘anno in un clima di crescente malcontento e disagio sociale.

Un programma in cui il neo segretario del Partito democratico Matteo Renzi preme perchè venga inserito un pacchetto di nuove norme sul lavoro, il cosiddetto ‘Job Act’, che sarà presentato nei prossimi giorni, e dovrebbe prevedere un contratto unico con tutele crescenti per i neo-assunti, unita a una semplificazione del quadro normativo.

In attesa che il nuovo pacchetto di norme venga presentato, gli economisti si mostrano comunque cauti sulla possibilità che possa manifestare i suoi effetti già da quest‘anno.

“Più che altro, se approvato e implementato quest‘anno, potrebbe creare le condizioni perchè, una volta avviato il processo di crescita, il meccanismo sia più lubrificato, ma una riforma in sè non può essere il motore della ripartenza del mercato del lavoro”, dice Pizzoli.

Allargando lo sguardo a livello di zona euro, il tasso di disoccupazione a novembre si è confermato al 12,1% su mese mentre, a perimetro annuo, l‘incremento è stato dI 0,3 punti percentuali.

Tra i singoli Paesi, Grecia e Spagna mantengono il primato negativo, con una disoccupazione che si tiene intorno al 27%. Seguono Cipro (17,3%, +4 punti percentuali su anno) e Portogallo (15,5%, -2 punti su anno).

L‘Italia, al 12,7%, supera l‘Irlanda che a novembre ha visto il tasso di disoccupazione in discesa al 12,3% dal 12,5% di ottobre, con una riduzione di 2 punti percentuali rispetto all‘anno precedente.

(ha collaborato Antonella Cinelli)

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