Italia, ricchezza reale famiglie -2,9% in 2012, -9% in 5 anni-Bankitalia

venerdì 13 dicembre 2013 16:05
 

ROMA, 13 dicembre (Reuters) - Lo scorso anno la ricchezza delle famiglie italiane in termini reali si è ridotta del 2,9% rispetto al 2011, e il calo negli ultimi cinque anni è stato pari al 9%, secondo i dati forniti oggi da Banca d'Italia.

Nel 2012 "in termini reali (utilizzando il deflatore dei consumi) la ricchezza netta si è ridotta del 2,9% rispetto al 2011. Dalla fine del 2007 la flessione a prezzi costanti è stata complessivamente pari al 9%", si legge nel Supplemento al Bollettino statistico "La ricchezza delle famiglie italiane 2012".

Secondo stime preliminari, prosegue Bankitalia, "nel primo semestre del 2013 la ricchezza netta della famiglie italiane sarebbe ulteriormente diminuita, dell'1% in termini nominali rispetto allo scorso dicembre".

Il report spiega che nel 2012 "il valore della ricchezza netta complessiva è diminuito rispetto all'anno precedente dello 0,6% a prezzi correnti; la flessione del valore delle attività reali (-3,5%), dovuta al calo dei prezzi delle abitazioni (-5,2%), è stata solo in parte compensata da un aumento delle attività finanziarie (4,5%) e da una riduzione delle passività (-0,4%)".

Alla fine del 2012 la ricchezza netta delle famiglie era pari a circa 8,542 miliardi di euro - 143.000 euro pro capite e 357.000 euro per famiglia.

L'istituto spiega che alla fine del 2012 "la ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie italiane superava i 4.800 miliardi di euro; tale valore registrava una flessione del 3,9% rispetto all'anno precedente", -6% in termini reali.

La ricchezza netta delle famiglie italiane resta comunque elevata, "pari nel 2011 a 7,9 volte il reddito lordo disponibile; tale rapporto è comparabile con quelli di Francia, Regno Unito e Giappone e superiore a quelli di Stati Uniti, Germania e Canada. Il rapporto fra attività reali e il reddito disponibile lordo, pari a 5,5, è inferiore soltanto a quello delle famiglie francesi".

"Relativamente basso risulta il livello di indebitamento (82% del reddito disponibile), nonostante i significativi incrementi degli ultimi anni".

(Antonella Cinelli)

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