2 settembre 2013 / 07:50 / 4 anni fa

Italia, Pmi manifattura agosto sale a 51,3, massimo da maggio 2011

MILANO, 2 settembre (Reuters) - L‘attività manifatturiera in Italia ha registrato espansione per il secondo mese di fila in agosto e a un ritmo più elevato rispetto al mese precedente, grazie all‘aumento dei nuovi ordini e della produzione, mentre l‘occupazione continua a diminuire, secondo l‘indagine Pmi.

I dati costituiscono un nuovo segno che l‘Italia - terza economia della zona euro - potrebbe iniziare a emergere dalla sua più lunga recessione del dopoguerra, aiutata dalle forti esportazioni, mentre la domanda domestica è ancora debole.

L‘indice dei direttori acquisti Markit/ADACI Pmi è salito a 51,3 in agosto dal 50,4 di luglio, leggermente migliore della media delle stime raccolte da Reuters di 51,0.

Mantenendo per il secondo mese di fila la posizione al di sopra del livello di 50 che separa la contrazione dall‘espasione, l‘indice ha segnato il livello più alto dal maggio 2011.

Il settore manufatturiero rappresenta - secondo l‘Istat - circa il 19% dell‘attività produttiva italiana.

I livelli di produzione sono cresciuti per il terzo mese di fila, con il sub-indice che misura la produzione salito ai massimi di 28 mesi a 54,4.

I nuovi ordini hanno mostrato un rialzo per il secondo mese di fila, corroborati da una più consistente domanda estera, soprattutto rivolta a beni di consumo.

L‘Italia ha registrato otto trimestri di fila di contrazione economica e - in termini aggiustati all‘inflazione - l‘economia è ora inferiore a quella di fine 2001.

La maggior parte degli analisti si aspetta una leggera ripresa verso la fine dell‘anno, ma stima per l‘intero anno un calo della produzione di quasi il 2%.

E’ l‘occupazione invece a soffrire ancora nel settore manifatturiero, in calo per il 25mo mese di fila e a un ritmo leggermente più veloce rispetto a luglio.

I prezzi input delle imprese manufatturiere sono cresciuti per la prima volta in sei mesi, per lo più a causa del rincaro delle materie prime, sebbene il tasso di inflazione resti sotto la media di lungo periodo, dice Markit.

L‘incremento dei costi è atteso continuare anche nei mesi successivi. “Le pressioni sui costi probabilmente cresceranno in linea con la domanda di materie prime e dovranno essere monitorate attentamente” ha detto Phil Smith, economista di Markit.

(Catherine Hornby)

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