29 agosto 2013 / 14:30 / tra 4 anni

PUNTO 2-Italia, fiducia imprese agosto sale, coerente con attesa crescita fine anno

* Indice fiducia imprese cresce in agosto in linea con altri indicatori, Europa

* Economisti attendono conferma da Pmi prosssima settimana

* Visto possibile fine contrazione Pil in trim3 e crescita in trim4 (Aggiunge dettagli su revisione indici, commento Nomisma)

di Gabriella Bruschi

MILANO/ROMA, 29 agosto (Reuters) - Migliora l‘indice di fiducia delle imprese in Italia nel mese di agosto, confermando il trend che si nota anche in altri indagini congiunturali e in altri paesi. Una conferma che rende ottimisti gli economsti circa il fatto che effettivamente l‘economia italiana possa uscire dalla recessione nel trimestre corrente e vedere un primo accenno di risalita nel prossimo.

“Il dato di oggi si inserisce in un trend di miglioramento dell‘economia italiana iniziato nei mesi di aprile/maggio e che mi aspetto verrà confermato anche dal prossimo indice Pmi di agosto” dice Marco Valli, economista di Unicredit. “Ciò si sincronizza con i dati visti a livello europeo, fatto che ci rassicura sul fatto che la ripresa sia genuina, anche se ancora modesta”.

Stamane l‘Istat ha reso noto che l‘indice relativo alla fiducia delle imprese è salito ad agosto a 92,9 dal dato rivisto del mese precedente di 91,8, superando le stime raccolte da Reuters fra gli analisti indicava 92,5.

In rialzo anche l‘analogo indice dei consumatori, a 98,3 da 97,4.

“Il nuovo rialzo della fiducia di consumatori e imprese conferma il graduale miglioramento della congiuntura italiana”, dichiara Sergio De Nardis, capoeconomista Nomisma.

ECONOMISTI VEDONO VICINA FINE LUNGA FASE RECESSIONE

Nel giugno scorso l‘Istat ha comunicato di aver cambiato tecnica di rivelazione e serie di entrambi gli indici. In particolare le modifiche sono state “metodologie e di processo” per l‘indice di fiducia dei consumatori con un impatto, per la sola nuova struttura del campione di +2,9 punti percentuali. Per l‘Istat non ha invece ritenuto di comunicare l‘impatto dei cambiamenti. E’ soprattutto il primo dei due indici a destare qualhce dubbio tra gli economisti. Soprattutto non è stato ipotizzato di avere per un buon numero di mesi una doppia serie per individuare fattori stagionali ed erratici e costruire un passaggio ‘morbido’ tra le due serie ed evitare raffronti non omogenei.

“I dati di stamane confermano un trend di miglioramento dell‘economia che vanno di pari passo con altri indicatori” dice Stefania Tomasini, responsabile di Prometeia per analisi e previsioni sull‘economia italiana facendo riferimento soprattutto all‘indice delle imprese. “Ciò quanto meno ci dovrebbe indicare che la fase di recessione più intensa in Italia sta finendo e dovrebbe chiudersi con l‘ultimo trimestre di quest‘anno”. Il Pil italiano mostra dati congiunturali negativi ormai dal terzo trimestre 2011.

“Quello che questi indici con le nuove modifiche non ci dicono è la misura del miglioramento” aggiunge Tomasini, “e soprattutto non si è in grado di cogliere le componenti stagionali che tra l‘altro proprio in un mese come quello di agosto sono molto consistenti. Occorrerà vedere l‘andamento dei prossimi mesi”.

“L‘indice della fiducia delle imprese manifatturiere, il più significativo, ha mostrato un deciso rialzo, per il quarto mese di fila, spinto da una buona valutazione sugli ordini” dice Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo.

Tomasini sottolinea all‘interno dell‘indice il buon recupero anche delle imprese del commercio, mentre mostra ancora debolezza il settore delle costruzioni.

Se gli indici indicano che la ripresa ci sarà, dall‘altra fanno anche capire che essa lenta.

“Pongono in luce i fattori di ostacolo che pesano sul recupero produttivo: i consumatori continuano a fare i conti con bilanci familiari assottigliati e con elevati timori occupazionali, mentre le imprese sono frenate da una domanda interna per consumi che non decolla e non scontano la creazione di nuovi posti di lavoro” dice ancora De Nardis. “Stiamo entrando in una nuova fase: si chiude quella della profonda caduta che ha fatto seguito alla massiccia manovra di bilancio di fine 2011, si entra in un periodo meno sfavorevole che impiegherà, però, molti anni prima di ricondurci ai livelli di produzione e benessere che avevamo nel 2007, cioè prima della caduta”.

“Le imprese, più caute circa le condizioni attuali, hanno mostrato più ottimismo circa le aspettative future in relazione all‘attesa di un miglioramento economico in Italia trainato dall‘Europa” aggiunge Mameli. “Di significativo c‘è che il dato è coerente con ciò che sta succedendo in altri paesi europei”.

Per il mese di agosto hanno già mostrato una trend in miglioramento già le stime flash di Germania e zona euro, l‘indice Ifo e l‘indice delle imprese in Francia stamane

Gli indici Pmi per l‘Italia - manifatturiero e dei servizi - di agosto verranno pubblicati rispettivamente i prossimi 2 e 4 settembre.

- ha collaborato Antonella Cinelli

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