Società Italia, in 2012 calo redditività, debiti con banche -Mediobanca

giovedì 8 agosto 2013 16:31
 

MILANO, 8 agosto (Reuters) - Fatturato stagnante, redditività in calo, perdita di competitività e una struttura finanziaria diversa, meno dipendente dalle banche.

Nata nel 1962, la consueta indagine "Dati cumulativi di 2035 società italiane" a cura di Mediobanca, delinea quest'anno un quadro delle società italiane fra i più severi della sua serie.

Guardando al fatturato, l'insieme delle aziende del campione ha visto nel 2012 un lieve incremento sul 2011, valore che resta inferiore anche se di poco (-0,2%) alle vendite del 2008. Il dato è risultato di una flessione dello 0,6% delle vendite domestiche (-5,8% sul 2008) e di una crescita del 4,9% delle esportazioni (in crescita di 13,6% sul 2008).

Note dolenti i margini. Se fino al 2009 redditività e fatturato si sono mossi in parallelo, da quell'anno a una ripresa dei ricavi è seguita la contrazione - o una minore crescita - dei margini, con punte particolarmente rilevanti nell'industria energetica. Nel 2012 il margine industriale netto delle grandi imprese è calato di 16,9% sull'anno precedente e di ben 36,8% rispetto al 2007. Un andamento spiegabile in parte con il diverso contesto internazionale che non consente di scaricare sui prezzi costi di prodotti a scarso valore aggiunto, in parte con dinamiche interne ai grandi gruppi che spesso preferiscono realizzare una buona parte dei margini all'estero.

Di rilievo è l'andamento dei grandi gruppi, che fanno peggio di tutti gli altri aggregati mentre regge la piccola e media impresa: in generale dove c'è tenuta è per un progresso dell'export spesso abbinato alla difesa dei mercati interni.

Nel 2012 è però balzato di quasi 50% il risultato netto a fronte di componenti straordinarie (maggiori dividendi, riduzione degli oneri straordinari e plusvalenze da cessioni).

Il tax rate si conferma negli anni attorno a 30%, con una costante: l'aliquota dei grandi gruppi è sempre notevolmente inferiore a quelle delle medie imprese.

OCCUPAZIONE IN CALO PER IL QUINTO ANNO CONSECUTIVO   Continua...