10 luglio 2013 / 11:09 / 4 anni fa

PUNTO 1-Italia, torna a salire produzione maggio dopo 3 mesi di calo

(Riscrive con dettagli, commenti e contesto)

* Produzione industriale maggio +0,1% m/m da -0,3% aprile; -4,2% a/a

* Produzione beni consumo +1,9% m/m, -2,2% per energia

* Visto calo produzione oltre 1% in trim2

* Economisti prevedono stabilizzazione in estate

di Giulio Piovaccari

MILANO/ROMA, 10 luglio (Reuters) - Torna a crescere dopo tre mesi consecutivi di calo la produzione industriale italiana in maggio, anche se con un incremento modesto e inferiore alle attese della vigilia.

Secondo i dati diffusi stamane dall‘Istat l‘indice destagionalizzato della produzione industriale è salito in maggio appena dello 0,1% congiunturale dopo il -0,3% del mese precedente.

Per ritrovare un dato di crescita bisogna risalire fino al +1,0% congiunturale di gennaio e poi, ancora più indietro, fino al +0,5% di agosto dell‘anno scorso.

Le attese degli economisti, elaborate da Reuters, indicavano un rimbalzo della produzione dello 0,3% in maggio.

“L‘incremento odierno interrompe il recente trend decrescente, che ha visto una flessione cumulata del 2,1% tra febbraio ed aprile. Ma il dato è leggermente inferiore sia alle nostre attese sia al consensus” commenta l‘economista di Unicredit Loredana Federico. “Non di meno lo spaccato mostra che la produzione è calata solo nel settore energia, mentre c‘è stata una stabilizzazione o un moderato incremento negli altri settori”.

Per quel che riguarda il dato tendenziale, l‘indice corretto per i giorni lavorativi ha registrato un calo del 4,2% annuo, dopo il -4,7% di aprile (dato quest‘ultimo rivisto dal -4,6% iniziale). In questo caso le previsioni degli economisti erano per un calo del 4,7% su anno.

Secondo quanto riferisce il comunicato Istat, in maggio la produzione industriale italiana ha registrato variazioni congiunturali positive nel comparto dei beni di consumo (+1,9%, con un +0,1% per i beni durevoli e un +2,2% per quelli non durevoli) e dei beni intermedi (+0,3%). Invariato il dato del comparto dei beni strumentali, mentre per il settore energia la flessione è del 2,2%.

“Il dettaglio è più confortante rispetto al dato sintetico, in quanto mostra un significativo rimbalzo per i beni di consumo, in particolare non durevoli, dopo tre mesi di intensa flessione: potrebbe essere un segnale del fatto che le imprese si aspettano una maggiore domanda finale delle famiglie” conferma l‘economista di Intesa Sanpaolo Paolo Mameli. “L‘unico comparto che mostra un deciso calo è quello dell‘energia, al netto della quale dunque la produzione sarebbe cresciuta in misura più sostanziale”.

PRODUZIONE MAGGIO CALA IN EUROPA

A differenza di quanto visto per l‘Italia, la produzione di maggio ha mostrato un calo in Francia: -0,4% congiunturale secondo i dati pubblicati questa mattina, dopo però il sostanzioso incremento del 2,2% di aprile. Andamento analogo per la produzione tedesca, uscita lunedì: -1% la contrazione congiunturale di maggio, dopo il +2% del mese precedente.

Lungo le stessa tendenza dovrebbe muoversi anche il dato complessivo della zona euro, in uscita venerdì: la produzione è attesa in ribasso dello 0,2% mensile, dopo il dato positivo, +0,4%, di aprile.

Il modesto rimbalzo mostrato oggi dalla produzione italiana non è comunque in grado di modificare il trend in atto, che punta verso un nuovo appesantimento della contrazione dell‘attività industriale del paese nel secondo trimestre, dopo il calo complessivo dello 0,4% registrato nei primi tre mesi dell‘anno.

PRODUZIONE VERSO TRIM2 PIÙ PESANTE DI TRIM1

Non manca tuttavia qualche motivo di ottimismo per i mesi estivi: dopo la contrazione primaverile, sono finalmente attesi i primi segnali dell‘imminente uscita dell‘economia italiana dalla recessione.

“La produzione è in rotta per un calo di -1,1% nel trimestre primaverile (...) dunque l‘industria contribuirà al valore aggiunto totale più negativamente nel secondo che nel primo trimestre” ragiona Mameli. “Ma è possibile una sostanziale stabilizzazione in estate. Le indicazioni dalle indagini sulle imprese manifatturiere e i dati sugli ordini segnalano che la recessione va attenuandosi significativamente nell‘industria”.

L‘indice Pmi manifatturiero italiano è risalito a 49,1 punti in giugno dai 47,3 di maggio, sempre in area di contrazione ma comunque sui massimi da quasi due anni.

Secondo Loredana Federico il dato odierno di produzione “non cambia le implicazioni su industria e attività economica nel secondo trimestre” e “suggerisce una contrazione dell‘attività industriale più profonda” rispetto al trimestre gennaio-marzo.

“Anche se dovessimo avere un ulteriore miglioramento in giugno non ci sarebbe un cambiamento sostanziale del quadro” afferma l‘economista di Unicredit, che conferma la previsione di una contrazione del Pil dello 0,4% nel secondo trimestre, dopo il -0,6% del primo, seguita da una “stabilizzazione dell‘attività economica nel corso dell‘estate”.

-- ha collaborato Roberto Landucci

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