Slovenia vede balzo deficit, prepara misure su tasse, privatizzazioni

mercoledì 8 maggio 2013 15:50
 

LUBIANA, 8 maggio (Reuters) - Il disavanzo pubblico sloveno sarà quest'anno quasi raddoppiato, fino a raggiungere il 7,8% del prodotto interno lordo, secondo un programma volto a evitare che il Paese debba fare richiesta di aiuti finanziari dai partner europei.

Lo riferisce una fonte governativa, chiedendo di rimanere anonima, alla vigilia della presentazione del pacchetto di politica economica che verrà illustrato dal governo basato su una stretta sulle imposte e su un piano di privatizzazioni con l'obiettivo di ridurre il deficit 2014.

I mercati finanziari restano però sulle spine temendo che Lubiana, retta da un governo di coalizione, preferisca concentrarsi sull'aumento del carico fiscale in luogo che sulle dismissioni degli asset pubblici, che equivalgono a circa il 50% del Pil.

"Nei documenti di lavoro [dell'esecutivo] si ipotizza che il deficit salga quest'anno a 8,7% del Pil per poi calare in maniera significativa negli anni successivi" dice a Reuters la fonte.

L'indicazione del governo sloveno è ampiamente superiore alla stima della Commissione Ue, che nelle previsioni di primavera della settimana scorsa indica il deficit 2013 a 5,3% del Pil.

L'Europa guarda con grande attenzione alla più sviluppata tra le economie dell'ex Jugoslavia, temendo un rallentamento nel processo delle riforme dopo il margine guadagnato soltanto la scorsa settimana con l'emissione di due prestiti obbligazionari per un totale di 3,5 miliardi di dollari.

Il governo sloveno cerca di raccogliere fondi sul mercato in modo da rimanere solvente e aggiustare il bilancio di tre banche pubbliche oberate da sofferenze pari a 7 miliardi di euro - un quinto del Pil nazionale.

L'aumento esponenziale del deficit 2013 deriva principalmente da un'iniezione di capitale da 900 milioni destinata ai tre istituti di credito in difficoltà entro fine luglio.

Secondo i piani di Lubiana i crediti deteriorati verrebbero trasferiti a una nuova apposita 'bad bank' in modo da evitare il collasso del credito e aprire ai capitali privati.

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