PUNTO 3-Italia, Ocse peggiora stime crescita, punta dito su crescita debito

giovedì 2 maggio 2013 13:37
 

(Aggiunge Gurria,Padoan su deficit e manovre, in coda primo capitolo)

MILANO, 2 maggio (Reuters) - L'Italia è partita con il piede giusto e potrebbe uscire dalla recessione già quest'anno. Ma ciò non significa che non possa ancora inciampare sotto il peso del debito pubblico.

L'Ocse - che pubblica oggi il suo rapporto semestrale sull'Italia - giudica positivamente "l'ambizioso programma di riforme" avviato lo scorso anno "volto a ripristinare la sostenibilità delle finanze pubbliche e migliorare la crescita a lungo termine".

E "il nuovo governo deve costruire sui risultati passati e garantire che essi vengano sostenuti e rafforzati", ha aggiunto nella presentazione odierna a Roma.

Tuttavia c'è ancora un nemico da combattere. "Con un rapporto debito pubblico/Pil vicino al 130% e un piano di ammortamento del debito particolarmente pesante, l'Italia rimane esposta ai cambiamenti improvvisi dell'umore dei mercati finanziari" dice l'Ocse. "La priorità è quindi la riduzione ampia e prolungata del debito pubblico".

I risultati ottenuti finora "devono essere consolidati e sono necessarie ulteriori misure volte a promuovere la crescita e a migliorare la competitività, per rimettere l'Italia sulla strada di una crescita sana".

Nel corso della presentazione a Roma del rapporto il segretario generale dell'Ocse Angel Gurria ha detto che "in una situazione caratterizzata da recessione e aumento della disoccupazione, è a volte difficile vedere la luce in fondo al tunnel. Sono convinto pero' che se si persiste nell'attuale strategia di riforme si otterra' un miglioramento del tenore di vita e l'economia italiana ne uscira' rafforzata".

In mattinata Pier Carlo Padoan, capo economista dell'organizzazione in un seminalrio al Cnel, ha sottolinaeto inoltre che "l'Italia deve ridurre il deficit 2013 se vuole uscire dalla procedura Ue" e per far ciò - ha aggiunto Gurria nella stessa occasione - "dovremo vedere altre misure" .

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