21 marzo 2013 / 10:54 / 5 anni fa

PUNTO 1- Pmi zona euro marzo sotto stime, verso calo trim1 0,3%

(unisce take precedenti, aggiunge dettagli)

LONDRA, 21 marzo (Reuters) - Segnali unanimente negativi per l‘economia europea dalle stime flash degli indici Pmi di marzo. Nell‘intera zona euro ci si allontana ancor di più dalla soglia 50 che separa contrazione da espansione. I valori relativi alla Francia si inabissano e fanno pronosticare un‘entrata del paese in recessione con un valore negativo del Pil anche nel primo trimestre 2013.

La Germania vede un netto calo dei valori da febbraio con l‘indice manifatturiero che ritorna sotto la quota 50 dopo la fiammata a 50,3 dello scorso mese. Un indice dei servizi, ancora saldamente oltre quota 50, mantiene anche l‘indice compostito oltre questa soglia.

ZONA EURO, AD APRILE QUADRO PIU’ FISCO A CAUSA DI CIPRO

Secondo Markit, il curatore degli indici, l‘inattesa flessione della zona euro di marzo potrebbe essere la premessa di un quadro ancora più fosco il prossimo mese dal momento che, nel frattempo, è esplosa la crisi debitoria di Cipro.

“Gli eventi che deprimono la fiducia delle imprese possano avere un effetto molto rapido sui dati e quindi ci sono buone ragioni di credere che le risposte che raccogliamo questa settimana saranno in media più negative”, sottolinea Chris Williamson, capo economista di Markit.

La stima flash del Pmi composito della zona euro si attesta per marzo a 46,5 dal 47,9 di febbraio, sotto la stima mediana raccolta fra 23 economisti di un leggero aumento a 48,2. L‘indice è rimasto sotto la soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione per tutti gli ultimi 19 mesi eccetto uno.

Per Markit i dati di oggi suggeriscono che l‘economia della zona euro potrebbe contrarsi dello 0,3% nel trimestre in corso, una stima peggiore delle previsioni per un rallentamento dello 0,1% emerse in sondaggio Reuters.

GERMANIA, PESA MINORE DOMANDA DA PAESI SUD EUROPA

In marzo l‘espansione del settore privato tedesco ha perso spinta con un rallentamento nella crescita dei servizi, che pesa per due terzi sull‘intera economia, che fa da contrappeso alla contrazione registrata dal settore manifatturiero.

L‘indice dei direttori di acquisto (Pmi) suggerisce come l‘economia più grande d‘Europa nel trimestre in corso si appresti a conseguire una crescita modesta.

L‘indice Pmi composito, che comprende i settori manifattura e terziario, è sceso a 51,0 da 53,3 in febbraio.

Anche se solo di poco, per la quarta volta consecutiva, dunque l‘indice si posiziona sopra quota 50, livello che separa la crescita dalla contrazione. Il calo è però il maggiore registrato dal giugno 2011. I nuovi ordini, inoltre, sono diminuiti per la prima volta quest‘anno, per la minore domanda proveniente dall‘Europa del Sud.

FRANCIA, IN TRIM1 POSSIBILE CALO PIL 0,7%

In Francia l‘attività economica si è contratta a marzo al ritmo più intenso degli ultimi quattro anni, contrastando le aspettative per un miglioramento, e facendo probabilmente piombare in recessione la seconda economia della zona euro.

Secondo le stime preliminari del sondaggio Markit tra i direttori di acquisto del settore manifatturiero e dei servizi, l‘indice Pmi composito è sceso a 42,1 dal 43,1 di febbraio. La contrazione ha portato l‘indice al livello più basso dal marzo 2009.

I dati distinti per il settore dei servizi e per quello manifatturiero mostrano che l‘attività economica si sta contraendo più rapidamente di quanto previsto dagli economisti interpellati da Reuters.

Secondo Williamson i dati suggeriscono che l‘economia francese potrebbe subire una contrazione questo trimestre anche dello 0,7% dopo un calo dello 0,3% nei precedenti tre mesi. Il che significherebbe che la Francia sarebbe finita in recessione per la terza volta dall‘inizio della crisi finanziaria.

“Per ora posso solo vedere una contrazione, e potenzialmente un tasso di contrazione più alto nel resto dell‘anno se non si farà qualcosa per stimolare la crescita e migliorare la fiducia di imprese e consumatori”, ha spiegato a Reuters, Williamson.

L‘indice per il settore dei servizi, che genera il 56% dell‘attività economica francese, è calato al livello più basso da febbraio 2009, a 41,9 rispetto al 43,7 di febbraio.

Gli economisti sentiti da Reuters avevano previsto un aumento a 44.

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