PUNTO 2- Italia, Pil 2012 -2,4%, su 2013 visto peggiorare quadro

lunedì 11 marzo 2013 13:41
 

* Istat vede Pil corretto 2012 -2,4%, come dato grezzo
    * Economisti vedono contrazione 2013 almeno 1,5%
    * Citi: in 2013 Pil trimestrale sempre negativo

 (aggiunge commenti, contesto)
    MILANO/ROMA, 11 marzo (Reuters) - L'economia italiana si è
contratta del 2,4% nel 2012. Lo certifica il dato finale odierno
dell'Istat. 
    Ma lo stallo politico in cui l'Italia è scivolata dopo le
elezioni di febbraio pongono un ulteriore fattore di rischio
sull'economia del paese, la cui contrazione già acquisita per
l'anno in corso è pari ad un punto percentuale, secondo quando
ribadito anche oggi dall'ufficio di statistica.
    "Un -1% sul 2013 è un'ipotesi decisamente ottimistica"
spiega da Londra l'economista di Citi Giada Giani. "I dati di
oggi confermano la nostra view, secondo cui non ci sarà un
ritorno alla crescita in nessun trimestre del 2013, mentre
l'anno si chiuderà con una contrazione dell'1,6%".
    Un ulteriore peggioramento, quindi, rispetto al consensus
degli economisti che sinora si è indirizzato su un ritorno del
Pil italiano a valori congiunturali positivi dal terzo o dal
quarto trimestre di quest'anno. 
    
    ISTAT: IN TRIM4 PIL SU ANNO RIVISTO A -2,8%
    L'Istat ha intanto pubblicato anche i dati definitivi del
quarto trimestre 2012: confermata la contrazione congiunturale
dello 0,9% già emersa in prima lettura (dal -0,2% del terzo
trimestre), il dato tendenziale ha invece subito una revisione
al ribasso, a -2,8% dall'iniziale -2,7% (-2,6% nel terzo
trimestre, anch'esso rivisto).
    Nell'intero 2012 il Pil italiano corretto per gli effetti
del calendario è diminuito del 2,4% rispetto all'anno
precedente. Questo dato non si discosta da quello grezzo diffuso
il primo marzo perché, spiega l'istituto di statistica, il 2012
ha avuto una sola giornata lavorativa in più del 2011. Il 14
febbraio Istat aveva stimato il dato corretto per gli effetti di
calendario a -2,2% su anno.
    
    VERSO REVISIONE STIME GOVERNO SU 2013
    Sul 2012 il dato Istat è allineato alla stima ufficiale del
governo, contenuta nel Documento di economia e finanza dello
scorso settembre; pressoché certa invece la prossima revisione
delle stime del governo per il 2013, ancora ferme al -0,2% di
settembre.
    "L'unico motivo di ottimismo è che considerando che nel
quarto trimestre non ci sono state revisioni sulle componenti di
Pil, se questo elemento viene confermato allora il primo
trimestre 2013 potrebbe alla fine risultare meno pesante del
quarto 2012" prosegue Giada Giani.
    E a proposito di primo trimestre 2013, le indicazioni finora
giunte dalle indagini congiunturali non sembrano particolarmente
confortanti. Il Pmi servizi italiano è calato in febbraio ai
minimi da sette mesi mentre quello relativo al
settore manifatturiero fa segnare un arretramento sui minimi da
tre mesi.
    
    INGOVERNABILITÀ' PESA SU INVESTIMENTI E CONSUMI
    Tra gli economisti sembra comunque affermarsi l'idea che
molto delle prospettive di crescita del paese dipenderà dalla
modalità di superamento dell'attuale impasse politica.
    D'altra parte la stessa Fitch - tagliando venerdì pomeriggio
il rating sovrano italiano a BBB+ da A- - ha
spiegato che il "risultato inconcludente" delle elezioni
politiche rende "improbabile" la formazione di un governo
stabile nelle prossime settimane, col rischio di una risposta
più lenta e meno incisiva da parte dell'Italia a shock economici
interni o esterni.
    "Attualmente abbiamo una stima di contrazione dell'1,5% ma
con rischi al ribasso, legati in modo significativo a se e come
lo stallo politico si risolverà" afferma l'economista di Ing
Paolo Pizzoli che spiega: "Lo stallo politico genera incertezza,
che incide sulla fiducia di imprese e persone e quindi infine
sulle decisioni di investimento e consumo".
    Sull'1,5% si attesta anche la nuova stima del Pil 2013 di
Intesa Sanpaolo. A febbraio, prima delle elezioni, le previsioni
di Bankitalia e Commissione Europea si attestavano all'1%.
    A due settimane dal voto e in attesa dell'insediamento del
nuovo Parlamento, appare ancora improbabile uno scenario di
collaborazione tra Pd e Movimento 5 Stelle, le cui posizioni
restano sostanzialmente distanti; mentre altri ipotesi di
maggioranza sulla base dei numeri parlamentari non sembrano al
momento in discussione.
    "La domanda interna sarà ancora il driver della decrescita
in questo 2013: il quanto peggio dipenderà dell'evoluzione o
meno della situazione politica verso una forma almeno parziale
di stabilità, ma al momento siamo in alto mare" aggiunge Pizzoli
di Ing.
    Sulla stessa linea anche Citi, secondo cui "più a lungo
permane l'incertezza politica più cresce la probabilità che
questo si tramuti in un effetto tangibile sulle decisioni di
investimento delle aziende sia italiane sia straniere".
    
     -- ha collaborato Roberto Landucci
    
    (Giulio Piovaccari)
    
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