Italia paese delle diseguaglianze in 1° rapporto Istat/Cnel su benessere

lunedì 11 marzo 2013 11:01
 

* Sfiducia trasversale verso la politica

* Aumenta la concentrazione dei redditi

* Livello di istruzione dipende dal ceto sociale

* Crescono obesità e stili di vita sedentari

ROMA, 11 marzo (Reuters) - Un Paese attraversato da "forti disuguaglianze sociali" e incapace di offrire a tutti i giovani la possibilità di "un'istruzione adeguata", dove ai forti divari territoriali si accompagnano sfiducia verso gli altri, aumento della povertà e qualità del lavoro in peggioramento per via della crisi.

L'Istat e il Cnel tracciano un quadro in chiaroscuro dell'Italia nel primo rapporto sul "Benessere equo e sostenibile".

Diffuso oggi alla presenza del Capo dello Stato, il Bes ha l'ambizione di diventare una sorta di "Costituzione statistica", un insieme condiviso di 12 indicatori per misurare il livello di progresso che l'Italia vorrebbe realizzare. I principali sono salute, istruzione e lavoro, benessere economico e qualità delle relazioni sociali, sicurezza e ricerca.

Gli italiani tracciano un bilancio "prevalentemente positivo" della propria esistenza, ma le incertezze sulla situazione economica e sociale stanno influenzando negativamente comportamenti e percezioni. Fino al 2011 quasi la metà della popolazione di almeno 14 anni dichiarava elevati livelli di soddisfazione. Quota che nel 2012 è scesa al 35,2%.

Aumenta anche il senso d'insicurezza, influenzato "non necessariamente" dalla diffusione della criminalità (i reati sono diminuiti da inizio anni novanta), ma dal degrado del contesto in cui si vive. Il 52,1% delle donne teme di subire una violenza sessuale, in decisa crescita rispetto al 2002 (45%).   Continua...