22 febbraio 2013 / 18:40 / 5 anni fa

Italia, dati Bce su Btp segnale sostegno Europa - Patuelli (Abi)

BERGAMO, 22 febbraio (Reuters) - I dati comunicati ieri dalla Bce sull‘acquisto di titoli pubblici italiani nel 2011-2012 sono un‘ulteriore prova dell‘aiuto che può dare l‘Europa all‘economia italiana.

Lo ha detto il presidente dell‘Abi, Antonio Patuelli, nel corso dell‘intervento a un convegno, a Bergamo, sulle banche popolari, sottolineando il pericolo delle “tendenze neo-nazionaliste” che stanno emergendo in questa fase in Italia.

“L‘Italia rifiuta di capire davvero cosa è l‘Europa di oggi, se può aiutare l‘Italia, oppure se è un soggetto cattivo dal quale estraniarsi”, ha detto Patuelli.

Secondo il numero uno dell‘Abi, i dati che ieri la Bce ha diffuso sugli acquisti di Btp per 103 miliardi di euro tra agosto 2011 e gennaio 2012 “dovrebbero essere già sufficienti” a dimostrare l‘aiuto che può dare l‘Europa, “soprattutto se valutati insieme alla grande liquidità che la Bce ha dato alle banche europee e italiane senza destinazione di scopo”.

A questo proposito, Patuelli ha voluto sottolineare come la questione dell‘utilizzo delle risorse prese in prestito dalla Bce “è ingenua in quanto ogni banca è libera di investire dove meglio ritiene opportuno”.

Inoltre, ha aggiunto, “il circuito virtuoso” che può aiutare l‘Italia a sostenere il debito pubblico “si avvantaggia delle strategie della Bce, che si muove in stretto contatto con le banche centrali nazionali”.

Il debito pubblico italiano, il peso più grosso che penalizza imprese e famiglie, è legato allo spread che “non è una scoperta degli ultimi anni, ma è un problema pluriennale”, e “non è una variabile indipendente, ma un elemento fondamentale della vita produttiva e delle istituzioni”, ha ricordato.

Patuelli, quindi, ha auspicato che dopo le elezioni politiche si possa aprire un “nuovo confronto tra associazioni delle imprese e poi con le rinnovate istituzioni della Repubblica”.

“La stella polare è il completamento della Unione bancaria europea”, ha evidenziato.

“Oggi viviamo una contraddizione. Siamo in un mercato unico europeo privo di frontiere e con una moneta unica, ma con una tassazione differenziata. E un sistema bancario che ha le stesse basi regolamentarie con Basilea, ma con una legislazione nazionale differente”, ha ricordato. “In tutte le banche europee ci devono essere regole identiche. Ci vuole una uguale linea di partenza”, ha concluso.

(Andrea Mandalà)

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