January 25, 2013 / 1:37 PM / 5 years ago

PUNTO 1-Lavoro, Cgil: piano per disoccupazione sotto il 7% in 2015

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ROMA, 25 gennaio (Reuters) - Mentre la disoccupazione italiana cresce e la Banca d'Italia stima che toccherà il 12% nel 2014, il sindacato di Susanna Camusso - per la quale "il lavoro è pane e dignita" - presenta un piano triennale da 50-60 miliardi per riportare i tasso dei senza lavoro al livello pre-crisi, cioè sotto il 7%.

Il piano è stato presentato nel corso della conferenza di programma della Cgil alla quale intervengono anche il leader e candidato premier del Pd, Pier Luigi Bersani, e quello del Sel, Nichi Vendola.

I 50-60 miliardi da stanziare nel periodo 2013-2015 consentiranno "una crescita del Pil del +3,1% nel triennio e del +2,9% di incremento dell'occupazione, riportando il tasso di disoccupazione nel 2015 al livello pre-crisi", si legge in una sintesi del programma.

Secondo Istat nel 2007, ultimo anno pre-crisi, il tasso disoccupazione italiana è stato pari al 6,1%. Nel 2011 era all'8,4% mentre nel 2012 è visto intorno al 10,6%.

Dove reperire tante decine di miliardi? Secondo la Cgil, 40 mld arriveranno da una riforma del fisco che consenta il "recupero dell'evasione, allargamento delle basi imponibili e maggiore progressività dell'imposizione tributaria".

Dal taglio dei costi della politica e degli sprechi possono arrivare altri 20 miliardi di risparmi strutturali, mentre 10 mld dal riordino di agevolazioni e trasferimenti alle imprese.

Le risorse reperite devono essere distribuite principalmente a Progetti Operativi (4-10 miliardi di euro); programmi del Piano straordinario di creazione diretta di lavoro (15-20 miliardi di euro); sostegno all'occupazione, riforma mercato del lavoro e ammortizzatori sociali (5-10 miliardi di euro); piano per un Nuovo Welfare (10-15 miliardi di euro); restituzione fiscale (15-20 miliardi di euro) con "una riduzione della prima aliquota Irpef dal 23% al 20% e della terza dal 38% al 36% e un bonus fiscale per coloro che non sono in grado di usufruire appieno delle detrazioni".

Come noto, la Cgil vuole anche l'introduzione dell'imposta strutturale sulle grandi ricchezze; il miglioramento della tassa sulle transazioni finanziarie(TTF); una diversa imposizione sulle rendite finanziare, in alternativa del previsto aumento dell'Iva da luglio 2013.

Il sindacato della Camusso è favorevole poi a un ruolo rafforzato per la Cassa Depositi e Prestiti, sul modello della Caisse des Dépots francese, che deve "consolidare la missione di utilizzare le sue emissioni obbligazionarie di lungo e lunghissimo termine per attirare i capitali su progetti di sviluppo e infrastrutturali per investimenti strategici e di lungo periodo sia per le PP.AA. che per le Società industriali".

Infine la Cgil propone di rendere "sostenibili" i debiti dei paesi della zona euro attravero il "graduale ritiro da parte della Bce - modificandone opportunamente lo statuto e i trattati istitutivi dei due fondi salva-stati, Esm e Efsf - di titoli di Stato per quasi 1.900 miliardi di euro (cifra pari alla somma del 20% del Pil di ciascun Paese)".

(Francesca Piscioneri)

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