January 15, 2013 / 3:28 PM / 5 years ago

Italia, per Unicredit onda liquidità sosterrà mercato in 2013

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MILANO, 15 gennaio (Reuters) - Normalizzazione dei mercati e lenta ripresa della crescita sia a livello globale sia in Europa. È la previsione "fondamentale" di Unicredit per quest'anno, contenuta nell''Outlook 2013' presentato oggi dal capo economista della banca Erik Nielsen.

Un miglioramento che coinvolgerà anche l'Italia, spiega la banca, non sufficiente però per riportare l'economia del paese in crescita sul complesso dell'anno.

"Verso metà del 2013 anche Italia e Spagna torneranno a registrare una crescita trimestre su trimestre, seppure marginale, mentre su base annua il pil rimarrà negativo in entrambi i paesi (-0,7% in Italia e -1,4% in Spagna)" si legge in una nota.

Per quel che riguarda l'area euro Unicredit si attende una crescita del Pil nell'ordine dello 0,1% nel 2013.

"Oltre all'accelerazione delle esportazioni, un minor consolidamento fiscale e condizioni monetarie più accomodanti aiuteranno a uscire dalla recessione. L'attività economica si dovrebbe stabilizzare nei primi mesi, con un tasso di crescita che raggiungerà l'1,2% annualizzato verso la fine dell'anno".

Sara' Una "Risk on Story"

Positive le prospettive di Unicredit per il mercato globale, in particolare per gli asset a più elevato rischio, come quelli italiani.

"Siamo in un mercato molto, molto rialzista, direi che ci troviamo di fronte ad un'opportuntà unica nella vita. Sono tre anni che le bianche centrali pompano importi mai visti di liquidità, che però resta inutilizzata" spiega Nilesen, che individua il momento di svolta per il mercato quello in cui il presidente Mario Draghi ha detto che la Bce farà tutto quello che serve per difendere l'euro, annunciando poi il programma Omt. "Lì il mercato ha capito che il mondo non sarebbe finito, cioè che non ci sarebbe stata la scomparsa dell'euro".

"Se si riesce a sostenere questo enorme processo di riallocazione della liquidità verso gli asset a rischio (come i Btp) abbiamo davanti sei mesi splendidi dal punto di vista degli investitori" aggiunge Nielsen.

In questa chiave, prosegue il capo economista della banca, l'esito delle elezioni di politiche di febbraio non dovrebbe cambiare in maniera fondamentale le prospettive sul mercato italiano.

"Da una parte, se guardo ai sondaggi devo ritenere che nello scenario più probabile non ci sarà un cambio sostanziale nel percorso delle riforme, o comunque non tale da cambiare la nostra visione sui Btp" spiega Nielsen. "D'altra parte devo dire che quando incontro gli investitori non sento molte domande sulle elezioni in Italia: la liquidità è uno tsunami che arriva, e quando il mercato torna gli investitori non possono rimanere ai margini".

Unicredit, spiegano i responsabili di mercato della banca, ha attualment un target di riduzione dello spread tra Btp e Bund decennali nel medio lungo periodo fino a 150 punti base, anche che se la "velocità di compressione dello spread dipende da tanti fattori".

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