4 ottobre 2012 / 13:12 / tra 5 anni

PUNTO 2 - Bce dotata di mezzi intervento, parola a governi - Draghi

(Cambia titolo, modifica attacco e integra commenti, contesto)

BRDO PRI KRANJU, Slovenia, 4 ottobre (Reuters) - Con il programma di acquisto di titoli di Stato della zona euro, l‘Eurotower si è dotata del necessario per intervenire sui mercati calmierando gli spread. La discesa in campo di Francoforte rimane comunque rigidamente condizionata: i Paesi interessati allo ‘scudo’ anti-spread Bce annunciato soltanto il mese scorso devono soddifare una precisa serie di prerequisiti ma soprattutto farne espressa richiesta.

Lo ribadisce il presidente Mario Draghi nella conferenza stampa seguita alla riunione mensile del consiglio di politica monetaria tenutosi oggi in Slovenia, nei pressi della capitale Lubiana, che in linea con le attese degli economisti ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse.

“L‘Omt non sarà attivato finché è in fase di revisione un singolo programma e sarà ripreso al termine dell‘esame, una volta assicurato il rispetto del programma” spiega.

Alle domande dei giornalisti che lo incalzano sulla situazione spagnola Draghi risponde citando “significativi progressi” da parte di Madrid nel riordino dei conti pubblici, anche se resta ancora lavoro da fare.

Come previsto da analisti e mercati finanziari, l‘odierno consiglio Bce non è foriero di novità o notizie ma il messaggio del presidente è chiaro: Francoforte ha fatto il possibile, ha a disposizione il famoso ‘big bazooka’ che le consente acquisti sul secondario per un importo illimitato ed è giunto il momento per la discesa in campo per i singoli Paesi.

Non è la prima volta che Mario Draghi rivendica con orgoglio il lavoro dell‘istituto centrale, che all‘interno del proprio mandato ha fatto il possibile a salvaguardia di un euro “irreversibile”. Non è la prima volta che il presidente sollecita un ruolo attivo della politica in direzione di una soluzione della crisi.

Di più: il banchiere centrale ricorda che l‘annuncio dell‘Omt ha contribuito ad alleggerire le tensioni finanziare nelle ultime settimane, quindi riducendo le preoccupazioni relative a scenari catastrofici per la zona euro.

”Il direttivo Bce prenderà in considerazione l‘entrata nel programma Omt nella misura in cui esso è garantito da una prospettiva di politica monetaria e nella misura in cui le condizioni saranno pienamente rispettate“, ha aggiunto Draghi, che inoltre sottolinea: ”E’ essenziale che i governi continuino a prendere le iniziative necessarie per ridurre gli squilibri sia fiscali sia strutturali e procedano con le misure di ristrutturazione del sistema fiscale.

PROSPETTIVE DEBOLI PER ECONOMIA

Sul fronte dell‘analisi macroeconomica Draghi conferma sostanzialmente la visione già espressa dalla Bce in occasione degli ultimi meeting di politica monetaria. L‘attività economica della zona euro è stata debole nel terzo trimestre e le prospettive di crescita continuano ad apparire tali per i mesi a venire. La ripresa sarà solo “molto graduale” e anzi ci sono rischi per un ulteriore peggioramento del quadro.

L‘inflazione, prosegue Draghi, continua a sua volta ad essere prevista in discesa sotto la soglia del 2% nel corso del 2013, senza dare origine ai cosiddetti effetti di ‘second round’.

Il numero uno della Bce ha poi affermato che la rapida messa in pratica del fiscal compact sarà fondamentale per rafforzare la fiducia nella zona euro e che è essenziale andare avanti sul sentiero della costruzione di istituzioni europee, compresa la proposta di una supervisione bancaria centralizzata, che la Bce vede con favore pur sottolineando che quest‘ultima deve rimanere separata dall‘attività di politica monetaria.

TASSI FERMI A MINIMO STORICO, RIFINANZIAMENTO A 0,75%

Come atteso, il costo del denaro nei 17 paesi dell‘Unione monetaria resta dunque confermato al minimo storico dello 0,75%, raggiunto a seguito dell‘ultimo taglio da un quarto di punto, deciso lo scorso luglio.

Invariati anche i tassi su depositi e prestiti overnight, rispettivamente a zero e 1,5%.

La decisione è stata unanime, ha spiegato Draghi in conferenza stampa, aggiungendo che l‘ipotesi di un taglio dei tassi non è stata discussa né relativamente ad oggi né per quel che riguarda i prossimi mesi.

L‘ultimo sondaggio Reuters, pubblicato la scorsa settimana, indicava una netta prevalenza di attese per un nulla di fatto oggi sui tassi (59 economisti su 73 interpellati), anche se una nuova limatura verso il basso viene ritenuta probabile dagli econimisti prima della fine dell‘anno.

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