8 agosto 2012 / 14:33 / 5 anni fa

Imprese Italia, in 2011 ripresa fatturato, giù margini -Mediobanca

MILANO, 8 agosto (Reuters) - Il fatturato delle imprese italiane è cresciuto nel 2011, fino ad avvicinarsi ai livelli pre crisi, trainato soprattutto dalle esportazioni, ma nel contempo si è verificata, in controtendenza con il 2010, una diminuzione dei margini, che tornano dunque ad allontanarsi dal dato registrato nel 2007. E’ calata anche la competitività, con la crescita del costo del lavoro che nel 2011 ha annullato un modesto aumento di produttività. Al quadro vanno ad aggiungersi un indebolimento degli investimenti e un tasso di disoccupazione che continua a crescere, seppure in maniera più lieve che nel 2010 e nel 2009.

Sono alcuni tra i dati che emergono dal rapporto annuale dell‘ufficio studi di Mediobanca sulle imprese con sede in Italia - e in particolare sui dati cumulativi di 2032 società tricolori che rappresentano il 51% del fatturato dell‘industria, il 70% dei servizi pubblici, il 32% dei trasporti e il 26% della distribuzione al dettaglio.

Dall‘analisi dei bilanci aggregati, che riguarda le sole attività industriali che hanno una ricaduta domestica, si nota come a un aumento dei ricavi non sia corrisposta una crescita dei margini per le imprese.

Nel 2011, rispetto all‘anno precedente, il fatturato è aumentato del 9,2%, attestandosi poco al di sotto (-1,1%) del livello pre crisi. A questo risultato hanno contribuito soprattutto le esportazioni.

Di fronte a questo risultato positivo, i margini si sono mossi in senso opposto, eccetto che per il settore delle costruzioni. Il margine operativo netto aggregato del 2011 è calato del 4,5% dal 2010, ampliando così la distanza dal massimo pre crisi del 2007: -25,6%.

CROLLA UTILE NETTO AGGREGATO, CALO INVESTIMENTI

In crollo l‘utile netto aggregato, a 9,9 miliardi di euro nel 2011, secondo valore più basso del decennio dopo il 2002 e -65,1% sull‘anno precedente, a causa di maggiori oneri finanziari netti e oneri netti non ricorrenti.

Per quanto riguarda la competitività, nel 2011 questa ha visto una diminuzione del 3,1%, a fronte della crescita del costo del lavoro per dipendente (+3,8%) che ha annullato un incremento di produttività apparente (+0,7%) dovuto peraltro più a un aumento dei prezzi che non a una maggiore produzione. Misurata sul decennio 2002-2011, la competitività delle imprese italiane è scesa del 7,1%.

In diminuzione nel 2011 anche gli investimenti a valore corrente, -5,3% su anno, con un -20,2% rispetto al 2007.

L‘occupazione nel 2011 è stata in calo per il quarto anno consecutivo, sebbene di un limitato -0,2%, rispetto al -1,6% del 2010 e al -2,7% del 2009. La manifattura è tra i settori più colpiti (-5,5%). In generale, il settore pubblico ha visto una riduzione degli organici più che doppia rispetto al settore privato (-8,6% contro -4,1%): sulla cifra hanno inciso in modo rilevante i tagli operati dalle Ferrovie dello Stato e quelli di Enel nelle sue attività italiane.

CRESCITA MAGGIORE IN SETTORI EXPORT-ORIENTED

Spostando lo sguardo sui singoli settori, si osserva come i risultati migliori del 2011 si siano verificati nei comparti più orientati all‘export, o legati al prezzo delle materie prime. All‘aumento del fatturato sui dati cumulativi hanno infatti contribuito soprattutto le esportazioni, cresciute del 18,3%, performance molto più brillante del +5,5% registrato sul territorio nazionale.

Tra le imprese industriali, nel 2011 le energetiche hanno ottenuto una variazione del fatturato pari al +17,6% sul 2010, anche grazie all‘aumento delle quotazioni delle commodities. Il margine operativo netto è però stato in calo del 4,6%.

La manifattura, pur in crescita del 7%, resta il comparto più lontano dai livelli del 2007 o del 2008 (-4,4%). Il margine è sceso del 9%.

Tra i comparti della manifattura, la metallurgia (+20,2%) ottiene l‘avanzamento maggiore, sempre sulla scia dell‘aumento dei prezzi delle materie prime. Salgono anche gomma e cavi (+20,2%, con export a +23,5%), pelli e cuoio (+14%, export 20,5%) e caseario (+10,5%, export +18,6%), che hanno agganciato bene la domanda estera. Buoni volumi sono stati ottenuti dall‘intero comparto tipicamente difensivo delle imprese alimentari. In calo invece elettrodomestici (-3,4%), stampa ed editoria (-1,7%) e farmaceutico e cosmetico (-0,7%). Per i settori del ‘made in Italy’ si è calcolata una crescita del 6,1% nel 2011.

Le dinamiche esportative hanno favorito in particolare le imprese manifatturiere medie e medio-grandi (il cosiddetto ‘IV capitalismo’).

Nel 2011 le costruzioni sono progredite del 9,5%, e hanno già superato i livelli pre crisi (+13%). Soltanto in questo contesto, peraltro, il margine è stato in crescita del 32%.

Tra le imprese terziarie, come servizi pubblici, trasporti e distribuzione al dettaglio, l‘aumento delle vendite è stato del 3,6%, con un margine in calo del 2%.

(Daniele Belleri)

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