7 agosto 2012 / 11:04 / tra 5 anni

PUNTO 1-Italia,recessione continua a mordere, ripresa solo in sem2 2013

* Pil trim2 -2,5% a/a, è calo peggiore da fine 2009

* Produzione industriale trim2 -1,8% da -2,3%, prospettive negative

* Pesano debolezza domanda interna, terremoto Emilia

di Elvira Pollina

MILANO/ROMA, 7 agosto (Reuters) - Secondo trimestre a tinte più fosche del previsto per il Pil italiano, che mette a segno la contrazione più pesante dalla fine del 2009, trascinato al ribasso dalla fiacchezza della domanda interna e appesantito da una produzione industriale ulteriormente indebolita dagli effetti del sisma che ha colpito l‘Emilia alla fine di maggio.

I dati preliminari diffusi oggi da Istat non lasciano spazio a equivoci. Per l‘Italia il trimestre aprile-giugno è stato il quarto consecutivo contraddistinto dal segno meno.

Il Pil è scivolato dello 0,7% contro lo 0,8% del trimestre precedente su base congiunturale, mentre la mediana della attese degli economisti interpellati da Reuters in un sondaggio si fermava a -0,6%.

A perimetro annuale, la caduta è stata pari a -2,5% da -1,4% del trimestre precedente, contro attese che si fermavano a -2,3%. Come si è detto, é il calo peggiore dal quarto trimestre del 2009, l‘anno in cui l‘economia globale venne sconvolta dagli effetti del crac Lehman Brothers.

“Sono dati che fotografano la realtà italiana senza sorprese. Il contributo più negativo arriva dal versante degli investimenti e dei consumi, sia privati che pubblici. Le manovre di austerità iniziano, come è ovvio, ad avere un impatto sull‘economia”, commenta Vincenzo Bova di Mps Capital Services.

“Sul secondo trimestre può avere pesato anche il terremoto nel nord Italia”, ricorda Annamaria Grimaldi, economista di Intesa SanPaolo.

Un fattore, quest‘ultimo, che ha gravato sulla produzione industriale, i cui numeri, anche in questo caso impietosi, sono stati diffusi da Istat in mattinata.

Dopo l‘inatteso rimbalzo di maggio, quando a sorpresa la produzione è salita dell‘1%, a giugno è tornata a precipitare: -1,4% contro stime indicavano -1%. Ancora più pesante il dato su base annua: -8,2% da -6,7%, peggio delle attese che pronosticavano -7%.

Guardando ai dati su base trimestrale, la contrazione della produzione si è attenuata, portandosi a -1,8% da -2,3% del trimestre precedente.

“Per quanto riguarda il Pil, noi avevamo una previsione leggermente migliore (-0,5%)e il nostro relativo ottimismo era legato al fatto che ci aspettavamo un allentamento del passo della recessione della produzione industriale su base trimestrale. Questo c‘è stato, ma evidentemente è stato più che compensato dalla debolezza dell‘attività dei servizi, più pronunciata di quanto stimassimo”, osserva l‘economista di Unicredit Chiara Corsa.

RIPRESA SOLO IN SECONDA PARTE 2013

L‘incertezza riguardo l‘evoluzione della crisi della zona euro spinge gli economisti alla massima cautela nel tratteggiare le prospettive di ripresa.

“Auspicabilmente nel secondo semestre di quest‘anno dovremmo vedere un allentamento del passo di recessione, ma i primi segni più si rivedranno solo nella seconda metà del 2013, mentre la prima sarà di sostanziale stagnazione”, afferma Corsa.

Una lettura sostanzialmente condivisa da Grimaldi, secondo cui fino al 2013 avanzato non è prevedibile un ritorno a tassi di crescita positivi.

Sulla possibilità di un allentamento del passo di recessione pesa l‘incognita della tenuta dell‘economia globale, visto che l‘export è al momento l‘unico appiglio.

“E’ davvero difficile parlare di ripresa, certo dipenderà anche dall‘andamento dell‘economia globale e degli Usa in particolare, ma credo che nel prossimo trimestre l‘Italia sarà ancora in recessione, per quanto forse un poco più lieve di quanto è stata sinora. Peraltro con la spending review andiamo incontro a una riduzione della spesa pubblica, il che avrà una sua incidenza”, conclude Bova.

(hanno collaborato da Roma Giuseppe Fonte, da Milano Daniele Belleri e Giancarlo Navach)

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